Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Piegaro

Inquinamento a Pietrafitta, i comitati chiedono di poter controllare i lavori di bonifica dei terreni

Due funzionari Enel hanno chiesto la messa alla prova nell'ambito della vicenda delle tonnellate di rifiuti interrati nell'area della ex centrale

Due dirigenti apicali di Enel chiedono la messa alla prova condizionata alla bonifica dei terreni attorno alla centrale di Pietrafitta e al risarcimento del danno.

Lo strumento della messa alla prova consente di evitare il processo, ma è pensato soprattutto per tornare in possesso della patente dopo una sanzione per ubriachezza alla guida. È previsto per tutti quei reati con pena fino a 4 anni, ma in questo caso chi controllerà che la messa alla prova sia stata svolta correttamente? Gli assistenti sociali dell’Uffici di esecuzione penale esterna (detto Uepe)?

Ed è per questo che nel corso dell’udienza di oggi i legali dei comitati di cittadini di Pietrafitta, gli avvocati Valter Biscotti, Marcello Volpi e Valeria Passeri, hanno chiesto che i cittadini possano partecipare ai tavoli tecnici predisposti per la valutazione dell’attività riparatoria di Enel. Cioè vogliono essere sul campo per controllare cosa fa e come lo fa Enel per bonificare i terreni interessati dagli interramenti decennali nel corso del tempo. D’altronde i comitati sono composti da 236 persone che compaiono nei documenti dell’inchiesta come persone offese, malati e parenti di persone morte per patologie tumorali tra il 1992 e il 2017. Per questo si sono costituite parte civile nel procedimento che vede l’Enel avanzare la richiesta di messa alla prova per i due dirigenti.

La vicenda è quella che riguarda trecentomila tonnellate di cenere, frutto delle lavorazioni della centrale di Pietrafitta, interrate nel corso di decenni che avrebbero prodotto fenomeni di inquinamento e malattie nelle persone che vivono in quel tratto della Valnestore, almeno secondo il comitato di residenti. Per la Procura di Perugia, invece, non sarebbe avvenuto nulla, tanto che è stata chiesta e ottenuta l’archiviazione per l’indagine sul presunto inquinamento nella Valnestore e le accuse di omicidio colposo e lesioni gravissime.

Il giudice ha rinviato al 18 febbraio del 2021 per la nuova udienza e per valutare la richiesta dei comitati, oltre che sulla congruità dei lavori e delle attività di bonifica con la messa alla prova.

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