Dossier Legambiente: Altro che cuore verde, in Umbria una delle città più inquinate del Centro Italia

Terni si conferma tra le peggiori per la qualità dell’aria nel centro Italia. L’ozono è un problema anche a Perugia che comunque ha registrato 32 sforamenti nel corso del 2017

Smog immagine generica

Altro che cuore verde d’Italia. Terni si conferma una delle città più inquinate del Centro Italia. E’ il preoccupante dato che emerge dal rapporto annuale stilato da Legambiente sulla qualità dell’aria nelle città capoluogo d’Italia e che fotografa la situazione di un’aria sempre più irrespirabile.

Sono 39 le città italiane fuorilegge con livelli di Pm10 alle stelle. La situazione più critica in Pianura Padana e in generale nelle città del nord, ma nemmeno in Umbria va tanto bene, a Terni in particolare. Dal report “Mal’aria” di Legambiente emerge che, nel 2017 in ben 39 capoluoghi di provincia italiani è stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.

Anche in Umbria la situazione è critica, con Terni che  registra la qualità dell’aria peggiore, per via di polveri sottili e ozono (un inquinante secondario che si forma a partire dalla presenza di alcuni inquinanti primari a seguito di reazioni fotochimiche).

Sono stati 48 gli sforamenti registrati nell’anno appena concluso del limite giornaliero di PM10 e 55 gli sforamenti dell’ozono.  L’ozono è un problema anche a Perugia che comunque ha registrato 32 sforamenti nel corso del 2017 presso la stazione di monitoraggio collocata all'interno del parco cittadino Chico Mendes, a distanza di circa 500 metri da strade e abitazioni.

“Come ripetiamo da anni – commenta Gianni Di Mattia di Legambiente Umbria - le vere azioni efficaci sono quelle estese, ragionate e strutturali che si incentrano sul disincentivo all’utilizzo dei mezzi alimentati a carburanti fossili per muoversi in città, favorendo la mobilità ciclopedonale e l’uso dei mezzi pubblici, e che realizzano campagne di efficientamento edilizio ed impiantistico degli edifici, unito a una stringente verifica e sollecitazione per l’uso di tecnologie a basso impatto e a bassi consumi per l’industria e il terziario. A Terni in particolare serve anche una significativa assunzione di responsabilità da parte del settore industriale nel fare la propria parte per migliorare le emissioni che contribuiscono in modo significativo a rendere irrespirabile l’aria. Tutti interventi che in Umbria non sono ancora stati messi in campo in maniera organica e convinta”.

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