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Umbria "polmone inquinato" d'Italia: "Camminare all'aria aperta è come fumare 5 sigarette"

Si è tenuta oggi, 13 dicembre, la conferenza stampa di Italia Nostra a palazzo Cesaroni, durante la quale l'associazione ha fatto un attento quadro della qualità dell'aria in Umbria e a Perugia. Il piano regionale? Tutto da rifare. Ecco la mappa dei luoghi più inquinati a Perugia

Umbria, sinonimo di verde, di prati sconfinati e di splendide colline. Poi, in un giorno che nessuno sa precisamente quale, anche il verde chiaro dell’Umbria ha preso delle sfumature grigie. Sono quelle delle polveri sottile che hanno “permesso” alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di condannare la Regione per la violazione dei limiti imposti sulla qualità dell’aria negli anni 2005 e 2006. Ed è da qui che parte la conferenza dell’associazione Italia Nostra, tenutasi oggi, 13 dicembre, a Palazzo Cesaroni di Perugia.

Il polmone d’Italia non sembra più quello di una volta, sano e roseo, assomiglia invece sempre più a quello di un fumatore. E a dirlo sono proprio i dati dell’Arpa con un’inaspettata, ma forse anche no, Città di Castello che si “becca” il primato di città più inquinata della provincia di Perugia. Ma è il presidente di Italia Nostra provinciale, Urbano Barelli a chiarire: “Il problema è serio, anche se sottovalutato, perché non si è previsto nessun rimedio per fronteggiare l’inquinamento atmosferico e il piano ideato dalla Regione per migliorare la qualità dell’aria non propone, purtroppo, soluzione importanti”.

La situazione a Perugia? Non è così rosea come si crede. “La stazione di Fontivegge – spiega sempre il presidente provinciale – fino al 2009 ha sforato il limite 63 volte, poi, si è passati a 13 superamenti. Questo non perché l’aria è migliorata in quella zona, bensì perché la stazione di rivelamento è stata spostata a 70 metri dalla strada”. Ed è qui che interviene Maurizio Venezi,  dell’associazione “Medici per l’ambiente”: “Il 17 ottobre scorso l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente che lo smog è cancerogeno e lo ha inserito tra le sostanze pericolose di classe 1. Ciò che noi respiriamo là fuori ci sta uccidendo. È come se fumassimo cinque sigarette ogni volta che usciamo di casa”.

Niente corse all’aperto, vietate il trekking urbano e, stando ai dati, sarebbe forse meglio mettere una mascherina ai propri figli quando si accompagnano a scuola. E se ci si chiede quali provvedimenti si stia prendendo per Perugia, la risposta arriva sempre dal presidente di Italia Nostra: “Boccali ha ordinato ai cittadini di ridurre l’orario di accensione da 14 a 13 ore e di abbassare di un grado la temperatura. Un provvedimento che definirei un po’ troppo modesto, perché è risaputo che l’esposizione prolungata alle polveri, anche, al di sotto degli attuali limiti è nociva e mortale. L’Organizzazione mondiale della sanità parla di 220 mila morti nel solo 2010. Un dato che personalmente non prenderei tanto alla leggere”.

Ma c’è anche chi in strada ci sta ogni giorno, è il caso della polizia municipale che, per forza di cosa, è costretta a respirare quest’aria inquinata e cancerogena. Andrea Russo, responsabile regionale Uil polizia municipale ha dichiarato: “Studi recenti dimostrano come il nichel presente nell’aria, possa anche portare alla sterilità. Una situazione drammatica, alla quale dobbiamo porre un rimedio con una seria rieducazione dei cittadini”.

La soluzione? Per Barelli “bisogna fare come il sindaco di Roma: targhe alternate durante la settimana. Questo è un punto di partenza, poi chiudere al traffico vicino alle scuole nelle ore di apertura e chiusura”. E chissà se il Sindaco ascolterà le preghiere di chi vorrebbe semplicemente un’aria pulita, pare infatti che abbia troppi impegni ultimamente per incontrare quelli di Italia Nostra.

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