Trovate sostanze pericolose in un canale, il "veleno" introdotto tramite un tombino

Già in precedenza il Comando Stazione Forestale di Città della Pieve aveva segnalato alla competente Procura della Repubblica la non corretta gestione dei rifiuti anche pericolosi come cianuri, metalli pesanti e acidi

La forestale di Città della Pieve dopo aver rilevato in un canale di scolo la presenza di acqua dall’insolito colore turchese ed abbondanti sedimenti della stessa colorazione sul fondo e sulle sponde, ha avviato una complessa attività d’indagine. Gli accertamenti hanno permesso di risalire all’origine dello sversamento che si estendeva per circa 100 metri lungo il canale in una zona agricola nei pressi di un sito industriale non più in attività.

La sostanza era stata immessa in un tombino del piazzale dello stabilimento dismesso, una fabbrica di fibbie, portachiavi ed altra oggettistica di metallo, attiva già dagli anni ’70 ed attualmente sottoposta a procedura fallimentare. All’interno del sito industriale sono in corso operazioni di smantellamento delle attrezzature e smaltimento dei rifiuti pericolosi ancora presenti in loco.

Inoltre sono state rilevate cospicue tracce di sostanza di colore turchese sia sul piazzale sia all’interno della fabbrica e cumuli di materiale cristallizzato con colorazione simile a quella sversata nel canale. Sul posto è intervenuto anche personale dell’ARPA che ha eseguito prelievi di acque e fanghi per stabilire la natura della sostanza inquinante e l’eventuale pericolo per l’incolumità pubblica. Attualmente si è in attesa dell’esito delle analisi.

La forestale si è avvalsa anche dell’ausilio di personale di Umbra Acque che con robot radiocomandato ha risalito le tubature interrate dal punto di fuoriuscita a quello di entrata del materiale inquinante e con tracciante fluorescente ha evidenziato il percorso dello sversamento dalla fabbrica al canale.

Il responsabile delle operazioni di smantellamento di una parte degli impianti è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ed ora rischia pesanti sanzioni per immissione di rifiuti pericolosi sul suolo, punito dall’art. 256 del codice dell’ambiente che comporta per chiunque effettua uno smaltimento irregolare di rifiuti l’arresto da 3 mesi ad 1 anno se si tratta di rifiuti non pericolosi e da 6 mesi a due anni se si tratta di rifiuti pericolosi, con un’ammenda da € 2.660 ad € 26.0000. Inoltre tale violazione comporta anche l’obbligo per il trasgressore della rimozione, dell’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi .

Già in precedenza il Comando Stazione Forestale di Città della Pieve aveva segnalato alla competente Procura della Repubblica la non corretta gestione dei rifiuti anche pericolosi come cianuri, metalli pesanti e acidi, ancora presenti all’interno del sito industriale.

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