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Cronaca

Inchiesta Unistra, il rettore De Cesaris si smarca: "Vicende di singoli". Gli indagati e i concorsi sotto la lente del Procuratore

Indagine sui presunti concorsi truccati, per la Procura alla base ci sarebbe uno scambio di favori tra docenti di diversi atenei

“Non confondere le vicende dei singoli con l’istituzione”. Il rettore Valerio De Cesaris ci tiene a distinguere l’Università per Stranieri da quando ipotizza la Procura di Perugia in merito all’indagine sui presunti concorsi truccati per docenti e dottorandi.

Un’indagine che ha portato la Guardia di finanza a Palazzo Gallenga per sequestrate documenti relativi ai concorsi e alla gestione delle procedure per mettere in cattedra un professore al posto di un altro (secondo la tesi investigativa). Indagine che era iniziata seguendo il filone degli appalti di servizi nell’ateneo, sotto la direzione della rettrice Grego Bolli (che risulta indagata) e che grazie alle intercettazioni aveva condotto gli investigatori prima sulle tracce dell’esame farsa per il calciatore Suarez e, poi, sui concorsi. Al momento risultano indagate 23 persone con le accuse di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio all'induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e turbata libertà degli incanti.

“In merito alle notizie apparse sulla stampa ieri e oggi aventi nel titolo ‘nuova indagine’ all’Università per Stranieri – si legge in una nota del rettore Valerio De Cesaris – Si precisa che non si tratta di una indagine nuova ma relativa a vicende degli anni passati”.

Il rettore chiede “agli operatori della comunicazione di compiere la doverosa distinzione tra l’Università per Stranieri di Perugia, Istituzione prestigiosa e preziosa per il territorio, da tutelare, e le singole persone coinvolte nelle indagini, le quali avranno modo nelle sedi opportune di chiarire la propria posizione” prosegue la nota del rettore eletto da pochi mesi.

Tra i concorsi finiti nell'inchiesta c’è quello vinto dalla professoressa Sabrina Stroppa, vincitrice della prova, ma mai chiamata a ricoprire la cattedra in quanto non in organico alla Stranieri (il caso è finito anche davanti al Tar e al Consiglio di Stato proprio per la valutazione della correttezza amministrativa delle prove), quello vinto dalla professoressa Stefania Spina, ex direttrice del Centro di valutazione e certificazioni linguistiche (già indagata con l’ex rettrice nel caso Suarez) e in generale i concorsi svolti tra il 2018 e il 2020. Tra gli indagati ci sono sia docenti sia ricercatori e dottorandi come Federica Venier, Sabine Elisabeth Koesters Gensini, Luciana Forti, Daria Coppola, Grazia Basile, Paolo Di Giovine, Daniele Piccini e Sabina Fontana.

Concorsi i cui esiti “potrebbero essere stati predeterminati, a seconda dei casi, mediante la scelta dei tempi dell’uscita dei bandi, la loro profilazione, l’individuazione di commissari compiacenti ed il controllo di ciascuna fase delle selezioni, fino alla nomina a vincitori dei candidati prescelti, a prescindere da ogni valutazione comparativa e di merito” ha dichiarato il procuratore Cantone nella nota stampa relativa al caso.

L'ipotesi investigativa prevalente è che ci possa essere stato un accordo che avrebbe previsto lo scambio di favori tra i professori, alcuni dei quali di università diverse da quella per Stranieri di Perugia per favorire alcuni candidati nei concorsi (banditi negli anni scorsi e comunque riferiti alla passata gestione dell'Ateneo) per l'assunzione di ricercatori e professori universitari attraverso anche commissari "compiacenti" che a loro volta avrebbero ricevuto vantaggi legati all'inserimento nel mondo universitario di persone da loro indicate.

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