Parte Seconda. Umbria: o cambia o muore. Lanciata la proposta per ridisegnare il futuro: "Ecco le soluzioni per invertire la rotta"

Le proposte anti.crisi portate avanti da Cna Renato Cesca e Roberto Giannangeli:

L'indagine sullo stato di salute dell'Umbria da parte di Cna - associazione di categoria degli artigiani e delle piccole imprese - ha dimostrato ancora una volta che la piccola fase positiva dal 2016 (intesa come crescita) ad oggi non solo è bassa e sotto la media nazionale, ma non viene percepita da gran parte della popolazione e il mondo delle imprese e degli artigiani. Tutto questo per quello che si è perso per strada in questi 10 anni (tutti i dati leggi qui): meno 14,6 per cento di Pil, investimenti meno 35,9 per cento, consumi meno 8,3 per cento, 40mila disoccupati, inflazione al 13%.

Ma quella piccola crescita, più statistica che reale, deve essere il punto di partenza, secondo Cna, per mettere in piedi un tavolo, un pensatoio, con presenti manager, studiosi, sindacati, categorie e i vertici delle istituzioni. Obiettivo disegnare la nuova mappa dello sviluppo e un patto per il sociale e contro le diseguglianze. La Cna ha anche delle proposte concrete su cui studiare per far ripartire speranza e lavoro per quanto riguarda gli interventi in sede locale che si possono adottare.

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Ecco la lista: 1) facilitare gli investimenti per le piccole e medie imprese e gli artigiani (rappresentano il 95% delle aziende in Umbria), velocizzare la ricostruzione post sisma per affidarla alle imprese di casa nostra (il settore dell'edilizia ha perso oltre il 15% delle imprese e il 20 per cento delle ditte individuali), costruire nuove infrastrutture pubbliche: priorità Altavelocità dei treni (frecciarossa, frecciargento), riqualificazione dell'aeroporto dell'Umbria e il Nodo di Perugia, sviluppare il turismo sull'asse bellezza-natura-food-beverage, rivalutare e incentivare l'autoimpreditorialità come strumento principale per creare nuova occupazione, il presente e futuro passa per il digitale e favorie l'integrazione tra imprese manifatturiere e imprese di servizio per un nuovo rinascimento.

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