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“Pronto?... Buongiorno signora, sono il Maresciallo dei Carabinieri...": presi i due finti carabinieri, ecco come truffavano i nostri nonni

Venti colpi in pochi mesi. L'indagine dei carabinieri andata a segno grazie alle testimonianze di alcune super-nonne che hanno denunciato il fattaccio

Hanno un volto, un nome e un cognome i truffatori seriali che anche in provincia di Perugia, in tre casi, hanno vilmente truffato anziane e anziani mandandoli  nel panico. Si presentavano come "finti carabinieri" e annunciano agli anziani genitori che il figlio o la figlia erano in carcere e ci sarebbero restati a lungo se non avessero pagato la multa (spesso fino a sei mile euro) in contanti o in oggetti in oro. I protagonisti stanati dai carabinieri di Osimo sono due fratelli, noti truffatori, residenti a Napoli nei quartieri popolari di Forcella e Ponticelli. A Perugia e Spoleto hanno colpito tre volte nel marzo scorso. Poi si sono trasferiti nelle Marche e da qui nel resto del Centro italia mettendo a segno 20 truffe.

La truffa vile: ecco il metodo
“Pronto?... Buongiorno signora, sono il Maresciallo dei Carabinieri di Ancona... non si allarmi, la chiamo perché suo nipote è rimasto coinvolto in un incidente stradale... sta bene, ma l’abbiamo trattenuto in caserma... ci sarebbe una somma da pagare per risarcire il danno e farlo tornare a casa senza problemi giudiziari”.Così gettavano nel panico le loro vittime per convincerle, con l’inganno, a sborsare e dunque ad estorcere cifre importanti. Il telefonista era bravo ad assumere informazioni sul figlio dallo stesso genitore e inoltre riusciva anche a tenere la linea occupata per evitare che qualcuno si mettesse in contatto con l'esterno o con il figlio ignaro della truffa. Se uno dei due fratelli era il finto maresciallo al telefono, l'altro andava immediatamente a casa della truffata per incassare.

All'incasso
Nel ritornare nei loro quartieri malfamati, i due fratelli. provvedevano "a reinvestire i proventi illeciti in acquisti vari e utili all’organizzazione oppure li investivano in bonifici postali o bancari o li scambiavano, se oggeti d'oro, nei «Compro Oro».

La Cattura
Le segnalazioni delle super-nonne che non si sono fatte abbindolare dai finti carabinieri sono state fondamentali per le indagini dei militari di Osimo. Le telecamere e il sequesto di un navigatore, utilizzato dai bandini, ha sciolto tutti i dubi: sono loro,  E.L. classe 81 e E.C. classe 85, entrambi residenti a Napoli, già arrestati sei volte, che erano soliti venire in Umbria affittando una normalissima Fiat Panda. Per rispecchiare la parte dei carabinieri erano solito indossare abiti eleganti, con capelli e barba curata stile militare, onde evitare qualsiasi sospetto o controllo.

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