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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Omicidio Samuele, la versione di Patrizia: "Confermo che era ubriaco". Ma gli esami tossicologici dicono altro

L'esame del capello relativo alla trans brasiliana, unica indagata, indica un "uso abituale di droga e alcol"

La morte di Samuele De Paoli resta a distanza di oltre 3 mesi un mistero ancora tutto da scoprire da parte della Magistratura perugina. Non a caso, dopo la consegna della relazione medica redatta dai medici legali Bacci, Scalise e Mellai, il Procuratore Petrazzini ha voluto riascoltare l’unica indagata: la trans brasiliana “Patrizia”. Massimo riserbo da parte degli inquirenti, ma le domande sulla ricostruzione dei fatti presentata e confermata dalla brasiliana continuano a crescere, come da noi già scritto ed elencato (leggi qui). Patrizia ha detto nella sua deposizione - si legge nelle carte ufficiali - non una ma due volte, che il povero Samuele aveva assunto, a suo dire, droga ed era ubriaco. Talmente ubriaco che ha chiesto aiuto – non fornito – per cercare di uscire da quel fosso dove lo ritroveranno cadavere la mattina dopo. “Confermo che il giovane era ubriaco”, “mentre scappavo il giovane mi chiedeva aiuto per farlo uscire dal fosso, dicendomi che era ubriaco e che non riusciva ad alzarsi da solo”.

Sulla droga è stata confermata l’assunzione di cocaina – acquistata una quantità per 50 euro e tirata con 4 amici – ma sull’alcol ancora una volta il racconto di Patrizia sembra non corrispondere alla realtà dei fatti. Non lo diciamo noi, non lo dicono i legali della famiglia De Paoli (gli avvocati Biscotti e Brenda Ercolani), ma lo dicono i medici legali nella relazione medica che contiene i risultati dell’autopsia e degli esami tossicologici. La presenza di alcol è considerata “di modeste quantità”.

Omicidio di Samuele De Paoli, la relazione medica legale: "letale la stretta al collo della trans: ha provocato l'arresto cardiaco"

Con gli amici, prima di incontrare il trans, Samuele aveva aperto e consumato una bottiglia di vino. Da qui la modesta presenza di alcol. Il dato della presenza di alcol nel sangue indica, secondo la relazione, 0,408 grammi/litro. Ovvero sotto quello 0,5 che rappresenta la soglia limite da non superare per non rischiare la patente di guida. Conclusione: Samuele non poteva e non può essere considerato ubriaco.  E allora perché ha detto che era sotto gli effeti dell'alcol? Il giovane non riusciva ad uscire da quel fosso, molto probabilmente per altre drammatiche cause, secondo quanto scritto dai medici legali: “la richiesta di aiuto avveniva in rapida sequenza alla colluttazione, poteva coincidere con la condizione de depressione cardiaca in atto che rapidamente sconfinava nell'arresto irreversibile”. Per i medici, ad onor del vero, la situazione fisica è precipitata per via della presenza in corpo della cocaina.

Tradotto: la forte e prolungata pressione sul collo – che provoca effetti devastanti – esercitata da Patrizia – a suo dire per legittima difesa – stava velocemente portando alla morte Samuele. Gli esami tossicologici – non relativi a quel giorno nefasto – sulla trans hanno dato questo verdetto medico: “I risultati dell'accertamento effettuato sulla matrice cheratinica indicano che il soggetto è assuntore abituale di cocaina ed alcool etilico; si rappresenta inoltre che le concentrazioni potrebbero risultare sottostimate dal trattamento cosmetico dei capelli (tinta e/o decolorazione)”.  

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