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Coca dall'Argentina: perugino "smascherato" da Facebook esce dal carcere, ma per lui niente espatrio

Esce dal carcere il perugino 50enne indagato nel traffico di coca dal Sud America a Perugia. Per lui obbligo di dimora e divieto di espatrio

Esce dal carcere di Capanne il perugino 50enne dopo il fermo avvenuto nei giorni scorsi e indagato nell'ambito di un traffico internazionale di cocaina dall'Argentina a Perugia. E' quanto stabilito dal gip Avenoso che questa mattina, in sede di udienza di convalida, ha disposto per l'uomo la misura cautelare dell'obbligo di dimora e il divieto di espatrio. 

L'indagato, secondo la procura, sarebbe stato il "promotore e organizzatore" del traffico droga, colui che avrebbe fornito ai corrieri le risorse economiche per recarsi in Argentina per il trasporto della coca fino a Perugia. Le indagini, risalenti al 2012 e portate avanti dalla Guardia di Finanza di Perugia, presero le mosse da una denuncia anonima: da lì riuscirono a risalire al corriere dopo aver analizzato diversi viaggi affettuati verso l'Argentina a pochi giorni di distanza gli uni dagli altri, fino a risalire agli altri due indagati, uno dei quali considerato la "mente" del gruppo, colui che - dietro compenso - avrebbe commissionato i viaggi per riportare la cocaina. 

Secondo le indagini il corriere, su commissione dell'indagato perugino, avrebbe effettuato con cadenze bimestrali viaggi in Argentina per trasportare in corpo ovuli per un peso che poteva variare dai 300 ai mille grammi. Dopo l'arresto del suo presunto corriere volò verso Cuba, dove - insieme alla compagna - aveva deciso di comprare anche casa. Ma dalle indagini portate avanti dal pm Giuseppe Petrazzini - titolare del fascicolo - era emerso che l'indagato, attraverso Facebook, comunicasse con gli amici virtuali i suoi spostamenti fra l'Italia e Cuba, scrivendo sulla sua pagina anche il suo prossimo rientro in Italia, avvenuto qualche giorno fa.

E così la procura, temendo una possibile fuga all'estero non appena chiuse le indagini, aveva disposto per l'uomo il fermo. Secondo la difesa l'uomo spesso faceva la spola fra Cuba e l'Italia dove era solito sottoporsi a cure per alcuni problemi di salute. La difesa - avvocati Massimo Rolla e Daniela Paccoi - sta ora valutando l'ipotesi di ricorrere al riesame per l'annullamento della misura. 

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