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Immagine d'archivio

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Contanti, droga e mezzo chilo di erba in cucina: per l'indagato nessun ritorno in libertà

A deciderlo sono stati i giudici del Riesame che - dopo una camera di consiglio, hanno rigettato l'istanza di scarcerazione avanzata dal legale

Rimane ai domiciliari il giovane di trent’anni arrestato a maggio insieme a un amico, entrambi finiti nei guai dopo che in casa sono stati ritrovati mezzo chilo di erba, una dose di cocaina e cinque gramm di hahish. Protagonisti un albanese di 28 anni, già gravato da un'espulsione dal nostro territorio e un italiano di 31 anni, proprietario del contratto d'affitto dell'appartamento dove i carabinieri hanno ritrovato la droga.

A deciderlo sono stati i giudici del Riesame che - dopo una camera di consiglio, hanno rigettato l'istanza di scarcerazione avanzata dal legale Luca Pietrocola. Per ora quindi, l'indagato rimane ai domiciliari. 

Nei pressi di Porta Pesa. I carabinieri, durante un controllo, notarono la presenza di un albanese, espulso agli inizi del 2017 e - a detta sua - ritornato in Italia sono per riprendersi il cane. Dalle chiavi di casa ritrovate in suo possesso, i militari perquisirono anche l'abitazione dove viveva il giovane, ritrovando, all'interno della credenza di casa, un panetto di 500 grammi di marijuana, una dose di cocaina, 5 grammi di hashish e 700 euro in contanti. A finire nei guai, anche l'amico, titolare del contratto d'affitto di casa, rientrato nell'appartamento poco dopo.Entrambi hanno poi fornito versioni discordanti, negando l'addebito della sostanza ritrovata.

Secondo la versione fornita dall'indagato italiano, la marjiuana gli sarebbe stata consegnata qualche giorno prima da un altro albanese, per "pagare" un debito che aveva contratto con lui di circa 340 euro. Ma secondo il giudice Giangamboni, che ha disposto per l'indagato albanese  (avvocato Cristian Giorni) la custodia cautelare del carcere, mentre  per l'italiano gli arresti domiciliari, i due avrebbero avuto la disponibilità in comune delle sostanze ritrovate.  Non solo perchè custodite all'interno della credenza senza alcuna forma di occultamento, ma anche in virtù della presenza in casa di un bilancino di precisione e del materiale per il confezionamento delle dosi. La difesa ora attende le motivazioni de Riesame. 

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