Rapporto Aci-Istat, il 2019 anno nero sulle strade perugine: calano gli incidenti, ma aumentano i decessi

Guida distratta, velocità e mancato rispetto della segnaletica le cause principali. I costi sociali nel 2019 sono stati pari a 171,39 milioni di euro

Il 2019 sarebbe stato un positivo per gli incidenti automobilistici visto che sono diminuiti, ma va considerato un anno nero perché sono aumentati i decessi: 35 contro i 33 del 2018, cioè +6% e 1.682 incidenti rispetto a 1.718 dell’anno precedente, quindi -2%, Diminuiscono anche i feriti: 2.375 contro 2.474 nel 2018, cioè -4%. I costi sociali nel 2019 sono stati pari a 171,39 milioni di euro.

"Analogo l’andamento anche nell’altra provincia umbra e, di conseguenza, in tutta la regione - afferma Ruggero Campi, presidente Aci Perugia, commentando i dati del Rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali nella provincia di Perugia lo scorso anno - Il maggior numero di morti, oltre che nel territorio comunale di Perugia (6, come nel 2018) si sono registrati nel Comune di Todi (5), Foligno e Città di Castello (4) seguiti da Gubbio (3)".

Sono le strade urbane a far salire la statistica dei decessi - 13 morti nel 2019, mentre se ne erano verificati 4 nel 2018 - in tutti gli altri sistemi stradali la mortalità è in diminuzione. Raddoppiati i decessi dei motociclisti, aumentati quelli a bordo di autovetture (+5); pedoni e ciclisti hanno registrato variazioni minori (6 pedoni deceduti rispetto ai 7 nel 2018 e 2 ciclisti contro 1 nel 2018).

"Guida distratta seguita da velocità e mancato rispetto della segnaletica sono state le cause principali degli incidenti mortali -  prosegue Campi - Tra quelli sulle strade urbane, oltre agli scontri frontali-laterali avvenuti, per lo più, su rettilineo, (che hanno mietuto 5 vittime), si segnalano gli urti o sbandamenti causati da ostacoli (anche buche o veicoli in sosta), che hanno provocato la morte di 4 persone".

Le classi di età più colpite sono gli adulti tra 30-54 anni, soprattutto uomini, ed anziani over 65 anni con, rispettivamente, 13 ed 11 decessi. In entrambi i casi si tratta, soprattutto, di conducenti. Tra i feriti il primato va, invece, ai giovani conducenti 18-29 anni.

Non è stato registrato, come nel 2018, alcun decesso tra i bambini (0-13 anni), uno degli obiettivi specifici del Piano nazionale della Sicurezza stradale per il 2020.

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