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Curva di viale Antinori, uno schianto dopo l'altro: una storia infinita di incidenti drammatici

L'avvocato Calzoni: "Ho già richiesto un incontro diretto con il sindaco Romizi"

Curva di viale Antinori, una storia infinita, ultradecennale, d’incidenti drammatici del sabato notte. O meglio: della domenica mattina. “Macchine che sbandano a go-go: complice la velocità eccessiva, insieme (ma non sempre) allo stato di alterazione da alcool o da droghe di chi guida”, dice il dotto Piero Calzoni, ormai abituato a trovarsi le auto davanti alla porta di casa.

In più di un caso, non c’è scappato il morto per pura fatalità: infatti nell’ultimo incidente alcuni studenti, fino a un paio di minuti prima, si trovavano a passare in quel preciso punto del marciapiede. Poi Calzoni ricorda lo spettacolare incidente dei primi del 2015, con 4 ragazzi rimasti intrappolati nella loro auto, in bilico in cima ad uno strapiombo di 30 metri. “Quest’anno – racconta – ne sono già accaduti due (uno il 1° marzo e l’altro il 19 luglio) ed un terzo è stato sventato per poco.

Tutti a notte fonda. Commenta Calzoni: “In entrambe le occasioni hanno fatto ‘strike’ della mia recinzione (cancelli e ringhiera) e della cabina Enel. Nell’ultimo caso, c’erano i cavi della corrente a 380v, scoperti per l’urto: continuavano a fare scintille e a scoppiettare, finché non sono intervenuti gli operai dell’Enel”.

Con quali possibili conseguenze? “Che le perdite di carburante prendessero fuoco o che qualcuno dei coinvolti rimanesse folgorato o bruciato”. Ma, aggiunge: “Per fortuna sono arrivati immediatamente i Vigili (ma sarebbe meglio chiamarli Angeli) del Fuoco e gli operai dell’Enel i quali, in modo instancabile ed esemplare, hanno lavorato dalle 1:30 fino alle 5:30, quando sono riusciti a ridare corrente a tutto il quartiere che, nel frattempo, era rimasto al buio”.

Una nota meno positiva sul tardivo intervento della Municipale che “chiamata alle 1:40, è arrivata solo alle 3:10”. Commento indulgente: “Non si può certo fargliene una colpa, se è vero, come hanno detto, che – per tutta Perugia – di notte c’è una sola macchina e deve provvedere non solo agli incidenti, ma anche ad altri interventi tipo Tso (trattamenti sanitari obbligatori)”. “La cosa più strana – sostiene l’avvocato Calzoni – è il commento degli addetti ai lavori di parte comunale: incredibilmente, dopo aver visto queste immagini scioccanti, hanno commentato che la curva in questione “non è pericolosa” perché sulla stessa in tre anni sono stati rilevati (dalla Polizia Municipale) “solo 6 incidenti”  e che non esistono accorgimenti da adottare.

Non sono valse a nulla petizioni e sollecitazioni. Talvolta i responsabili sono addirittura scappati alla chetichella e così si sono sommati il danno e la beffa. “Visti inefficaci i miei ultimi interventi con diversi esponenti dell’attuale Amministrazione – conclude l’avvocato Calzoni – ho già richiesto un incontro diretto con il Sindaco:  oltre ad informarlo nel merito, vorrei chiedergli se a lui va bene che due suoi Dirigenti possano prendere decisioni che forse sarebbero più di competenza del Consiglio o della Giunta… sempre che anche i componenti di questi organismi non la pensino come loro”.

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