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Morì travolto da un albero, aveva accompagnato il fratello al lavoro. Ditta sotto accusa per omicidio colposo

Il tragico incidente nel gennaio scorso. A perdere la vita un giovane padre di famiglia. Ora i titolari dell'azienda per cui lavorava il fratello sono sotto processo per omicidio colposo

Un terribile incidente, quello che lo scorso 12 gennaio, in un bosco in provincia di Perugia a Castiglion della Valle, provocò la morte di un giovane uomo e padre di famiglia di origini marocchine, colpito da un albero. Ma per la procura di Spoleto, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo con tanto di richiesta di rinvio a giudizio per i due titolari dell’azienda, non si sarebbe trattato solo di una tragica sventura.

Secondo il pubblico ministero Alessandro Cannevale, ci sarebbero state una serie di imperizie e negligenze, tra cui inadeguate misure affinché soltanto i lavoratori a cui erano state impartite istruzioni e uno specifico addestramento, potessero accedere alle zone esposte a rischio. Quel giorno la vittima era entrato insieme al fratello (già dipendente con rapporto di lavoro accessorio occasionale della ditta) nella zona boschiva. Quest'ultimo per svolgere lavori di taglio degli alberi con motosega e "abbigliamento non adeguato ai rischi dell'attività". Nel mentre si procedeva con il taglio, un albero, cadendo, rimase appoggiato con la cima ad un altro quando improvvisamente si sarebbe spezzato andando a colpire l'uomo. Un colpo che non lasciò scampo alla vittima e che morì "per grave politrauma da schiacciamento e a prevalenza toracica, determinato dalla caduta di un albero" così come attestato anche dall'esame autoptico.

L'accusa sostiene che i titolari non avrebbero eseguito la necessaria valutazione dei rischi aziendali, trattandosi di attività che counque esponeva gli addetti e le altre persone presenti a rischi particolari, in assenza della predisposizione di procedure da rispettare, senza prevedere chi doveva effettuare le lavorazioni. Il documento redatto poco tempo prima per le norme della sicurezza, secondo la procura sarebbe stato "incompleto" della valutazione di tutti i rischi. Insomma,  se avessero adottato misure adeguate affinchè solo i lavoratori sarebbero potuti entrare nella zona, la morte dell'uomo non sarebbe accaduta. La prossima udienza è stata fissata per aprile, la difesa ha chiesto di poter accedere al rito abbreviato. Intanto la famiglia si è costituita parte civile con l'avvocato Roberto Quirini del foro di Perugia, gli imputati sono difesi dall'avvocato Nicodemo Gentile. 

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