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Incidenti stradali

Dossier Incidenti Stradali, a Perugia il rischio corre sulle strade "urbane" (tra quelle messe peggio): resta alto il numero delle vittime

Ma cosa si può fare di più per migliorare la viabilità della nostra bella città? Dal Nodo ai bus rapidii

Nel 2020, secondo le fonti ufficiali dell’Istat, si è registrato un decremento record per numero di incidenti stradali e persone coinvolte. Sicuramente ha aiutato il fatto che fosse bloccata quasi totalmente la mobilità delle persone durante il lockdown per contenere i contagi e limitare la seconda ondata della pandemia e a beneficiarne, nel medio termine, è stata la sicurezza stradale. Si è registrato un calo a livello nazionale per numero di vittime e feriti per incidenti stradali rispettivamente del 24,5 % e del 34% rispetto all’anno precedente. Andando ad analizzare, invece, il numero di incidenti stradali nel 2020, si è registrata una diminuzione del 31,3% rispetto al 2020. Sulla base di questi dati, è stato possibile per prontobolletta redigere una classifica delle città italiane tenendo in considerazione il relativo numero di incidenti stradali per 1000 abitanti.

La città di Perugia si colloca al 41º posto, con un indice di incidentalità del 3,26%. In particolare, si sono contati 1.699 sinistri, di cui 1.221 in provincia di Perugia e 478 a Terni, a fronte dei 2.306 dell’anno precedente; purtroppo la contrazione delle vittime sulla strada non ha visto un’analoga diminuzione. I morti infatti sono l’11,8%: nel 2020 hanno perso la vita 45 persone, di cui 36 in provincia di Perugia e 9 in quella di Terni, a fronte dei 51 totali del 2019 e i 48 del 2018. In questo senso, il tasso di mortalità sulle strade dell’Umbria si attesta al 5,2 su 100mila abitanti; a livello nazionale l’indice è 4. A fronte dei 1.699 incidenti, di cui sopra, in Umbria sono rimaste ferite 2.268 persone di cui 1.670 in provincia di Perugia e 598 in quella di Terni.

Il maggior numero di incidenti si è consumato sulle strade urbane, ben 1.126, mentre 275 sulle statali, 86 sulle provinciali, 77 sulle extraurbane, 72 sulle regionali e 63 su raccordi e autostrade. Nel 2020 il mese più tragico sulle nostre strade è stato luglio con 201 incidenti, costati la vita a 7 persone e il ferimento di altre 276. Dando uno sguardo alla classifica nazionale, sul podio per l’elevato numero di incidenti troviamo: Bergamo, Genova e Firenze con un indice di incidentalità rispettivamente del 8,37%, 7,23% e 6,45%. Queste città, già da qualche anno, registrano numeri abbastanza elevati di incidenti in rapporto al numero di persone che ospitano. Ciò può essere ricondotto anche alla cattiva manutenzione delle rispettive strade urbane ed extraurbane. Per quanto riguarda le 3 città più sicure a livello stradale invece, troviamo le prime posizioni occupate da Venezia, Campobasso e Catanzaro con un indice di incidentalità rispettivamente del 2,44%, 2,43% e 2,25%.

Ma cosa si può fare di più per migliorare la viabilità della nostra bella città? Oltre ai progetti di realizzazione dei cosiddetti “nodo” con la terza corsia lungo il tracciato già esistente tra Ponte San Giovanni e Collestrada e il raddoppio delle rampe da e per Ponte San Giovanni e “nodino”, la variante Madonna del Piano-Corciano, il Comune di Perugia ha ottenuto la cifra record di 87 milioni di euro tramite i finanziamenti del Pnrr (Piano Nazione di Ripresa e Resilienza) a cui si aggiungeranno 5 milioni di euro cofinanziati tra Comune e Regione, per un’opera dal costo complessivo di 92 milioni di euro, per la realizzazione del Brt, il Bus Rapid Transit. Il progetto prevede l’uso di veicoli elettrici snodati ad elevata capacità di trasporto, con postazioni per ben 120 passeggeri.

La linea Castel del Piano-Fontivegge servirà uno dei principali corridoi di mobilità urbana e suburbana, la Pievaiola – Settevalli, attraversando i quartieri di Strozzacapponi, Sant’Andrea delle Fratte, San Sisto, Case Nuove di Ponte della Pietra. La lunghezza è di 12,5 km e toccherà importanti poli della città (zona industriale, ospedale, sedi universitarie, stazione ferroviaria, terminal bus, minimetrò). Si prevedono 21 fermate di rilevante qualità architettonica atte a garantire l’accessibilità universale, 24 intersezioni semaforiche, parcheggi di interscambio e un sistema avanzato di infomobilità. Tutti gli spazi contigui come i percorsi ciclabili, le sedi stradali e i marciapiedi, saranno riqualificati. Buona parte del percorso si svolgerà in corsia preferenziale, mentre la frequenza dei bus sarà crescente, fino ad arrivare a 7 minuti da Ponte della Pietra a Fontivegge. Quest’ultima è destinata a diventare uno snodo d’interscambio strategico nel quadro dei trasporti della città.

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