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Tragedia in Grecia, i dubbi per la morte di Carlotta: dalle auto vecchie e non in regola alla pericolosità della strada

Proseguono gli accertamenti della polizia greca sull'incidente che ha causato il decesso della giovane perugina in vacanza a Mykonos

Auto vecchie, non adatte a neopatentati e strade in pessime condizioni. Sarebbero questi gli elementi che stanno emergendo dall’inchiesta delle autorità greche sulla morte di Carlotta Martellini, la giovane perugina in vacanza a Mykonos con alcun amiche.

Secondo le attuali norme, in Grecia, per guidare quel tipo di vettura (il vecchio modello della Suzuki Jimmy) servono 21 anni e, in ogni caso, almeno un anno di possesso della patente. Nessuna delle ragazze, quindi, avrebbe potuto guidare quei mezzi.

Da ulteriori accertamenti, come le targhe che fanno risalire alla data di immatricolazione, le vetture risulterebbero particolarmente datate.

Dal racconto fornito dalle compagne di viaggio di Carlotta, che sedeva sul sedile posteriore dell’auto cabriolet, quindi non protetta dal tettino dell’auto, mentre rientravano a casa, la vettura avrebbe sbandato e sarebbe finita sulla scogliera. Anche l’auto che seguiva avrebbe fatto lo stesso percorso, finendo fuori strada. Resta da capire se si sia trattato di un errore del conducente, oppure un ostacolo improvviso, comunque su una strada in pessima condizioni, stretta, con un muretto su un lato e nessuna protezione sull’altro (come si vede bene in una storia su Instagram postata dalla giovane nei giorni della vacanza).

Carlotta sarebbe stata sbalzata fuori dall’abitacolo, andando ad urtare gli scogli. Che non le hanno lasciato scampo.

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