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Presunte "spese pazze" a Palazzo Cesaroni, udienza per i socialisti Rometti e Buconi

Entrambi hanno scelto riti alternativi al processo ordinario. Il consigliere Rometti patteggia; l'ex capogruppo dei Socialisti Riformisti ha optato per l'abbreviato condizionato all'escussione dei testi

Peculato. E' questa l'accusa mossa dalla procura, dopo l'indagine delle Fiamme Gialle, a carico dell'ex capogruppo dei Socialisti riformisti Massimo Buconi e del consigliere Silvano Rometti. Entrambi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento della procura, pm Paolo Abbritti, a seguito di alcuni accertamenti sulle rendicontazioni dei gruppi consiliari di Palazzo Cesaroni tra il 2011 e il 2012. 

Questa mattina si è tenuta una nuova udienza dinanzi al gup Valerio D'Andria; Rometti - difeso dall'avvocato Fernando Mucci - ha optato per un patteggiamento, concordato tra il pm e la difesa, a un anno e quattro mesi; mentre Buconi - difeso dall'avvocato Francesco Falcinelli - ha battuto la strada processuale del rito abbreviato condizionato all'escussione di alcuni testi. Il giudice si è riservato e ha rinviato le udienze, per entrambi, all'11 novembre. 

 "Anche se la Corte dei Conti - spiega il legale di Rometti, l'avvocato Fernando Mucci - ha già accertato che nel comportamento del consigliere non c'è stato nè dolo nè profitto personale, ma che si è trattato di spese di carattere istituzionale legalmente gestite, anche se, purtroppo, non sufficientemente documentate come era prassi normale all'epoca, egli ha deciso di patteggiare per evitare di trascorrere anni nelle aule giudiziarie".  "Si tratta - continua il legale - di una scelta personale assolulamente condivisibile che nulla toglie alla coscienza di chi è, e si sente innocente". 

Nell'inchiesta sulle presunte spese pazze, coordinata dalla procura di Perugia, è praticamente finito quasi tutto il vecchio consiglio regionale. A luglio di quest'anno, per coloro che hanno scelto il rito ordinario (quindi il pubblico processo) sono stati rinviati a giudizio i consiglieri Oliviero Dottorini, all’epoca Idv, Franco Zaffini, Fare Italia e Roberto Carpinelli, Marini per l'Umbria, accusati di peculato  sulle spese relative agli anni 2011 e 2012 dei rispettivi gruppi consiliari. A luglio, ancora, anche per i sette consiglieri del Pdl il gup aveva stabilito il vaglio dibattimentale per appurare le loro posizioni. A maggio era stata la volta di Damiano Stufara, l'ex capogruppo di Rifondazione Comunista. 

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