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Inchiesta Sanità, la procura chiede la proroga: altri 30 giorni di domiciliari per Bocci, Valorosi e Duca

La proroga chiesta dalla procura riguarda sia le misure restrittive che quelle interdittive, per altri 30 giorni

Altri trenta giorni di arresti domiciliari per gli indagati “eccellenti” nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità che ha scosso, come un terremoto, l’Umbria. La proroga delle misure cautelari è stata chiesta dalla procura perugina per Maurizio Valorosi (ex direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Perugia), per l’ex dg Emilio Duca , per l’ex segretario regionale dei Dem, Gianpiero Bocci e per gli indagati che sono stati raggiunti dalle misure interdittive. 

Inchiesta sanità, "elevatissimo" rischio di inquinare le indagini: ecco perché Bocci, Duca e Valorosi restano ai domiciliari

La proroga chiesta dalla procura riguarda sia le misure restrittive che quelle interdittive, per altri 30 giorni; alla base della richiesta, oltre agli accertamenti tecnici ancora in corso, ci sarebbero nuovi elementi da approfondire. 

Intanto, nelle scorse settimane, i giudici del tribunale della Libertà avevano rigettato le richieste di ritorno in libertà per Bocci, Valorosi e Duca motivando la decisione con “un elevatissimo pericolo di inquinare le indagini”.  Per l’ex assessore Barberini, anche lui finito ai domiciliari, ma tornato in libertà, i giudici del Riesame avevano accolto le richieste della procura per il ripristino della misura cautelare. Decisione, questa, pendente in Cassazione dopo il ricorso della difesa.

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