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Inchiesta sanità - Pressioni e favoritismi per far vincere i concorsi, la Procura: "Processate politici e amministratori"

Sono 39 le persone che il 9 ottobre dovranno comparire davanti al giudice per l'udienza preliminare per rispondere di falso, peculato ed estorsione per manipolare i concorsi nella sanità locale

Trentanove richieste di giudizio (con udienza fissata il 9 ottobre davanti al giudice per l’udienza preliminare Angela Avila) e sei posizioni da definire (patteggiamento o archiviazione). L’inchiesta penale sui presunti concorsi truccati nella sanità regionale, che ha portato alla caduta della giunta Marini, arriva al suo primo appuntamento importante con la giustizia.

Secondo la Procura Catiuscia Marini, Luca Barberini, Gianpiero Bocci, Emilio Duca, Maurizio Valorosi, Maria Cristina Conte, Rosa Maria Franconi, Diamante Pacchiarini e Antonio Tamagnini (difesi dagli avvocati Nicola Pepe, David Brunelli e Chiara Peparello, Alessandro Diddi, Francesco Falcinelli, Francesco Crisi, Riccardo Leonardi, Franco Libori, Maria Mezzasoma, Diego Ruggeri) in associazione tra loro avrebbero commesso “una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, nella specie abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, peculato, falso ideologico e materiale” al fine di manipolare i “concorsi pubblici banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e/o dall’Usl Umbria 1 per garantire la vittoria o il posizionamento ‘utile’ in graduatoria dei candidati preventivamente determinati dagli stessi associati”.

Per la Procura Marini, Bocci e Barberini avrebbero “creato una vera e propria rete di sistema” attraverso la quale condizionare “gran parte dei concorsi pubblici”, impartendo “direttive attraverso i vertici aziendali di nomina politica, affinché i concorsi pubblici venissero manipolati a favore dei candidati indicati da loro stessi”.

Tali ordini, sempre secondo la Procura, avrebbero raggiunto Duca, Valorosi e Pacchiarini che dopo essersi “interfacciati” con i politici di cui sopra, avrebbero acquisito “dagli stessi i nominativi dei candidati segnalati ed indicandoli di volta in volta ai componenti delle Commissioni esaminatrici, in modo da consentire la vittoria o la collocazione utile in graduatoria”.

Per la Procura Pacchiarini, in quanto direttore sanitario, avrebbe appoggiato e affiancato Duca e Valorosi “nell’illecita gestione dei molteplici concorsi pubblici banditi, intervenendo direttamente nella manipolazione della procedura concorsuale”.

Antonio Tamagnini, Maria Cristina Conte e Rosa Maria Franconi, invece, per l’accusa avrebbero contribuito “all’alterazione delle procedure concorsuali, attuando le disposizioni impartite dai direttori apicali dell’azienda sanitaria, sfruttando a tal fine l’incarico di presidente, segretari o componente delle commissioni esaminatrici dagli stessi rivestito nell’ambito” dei concorsi pubblici.

Le accuse, oltre 40 i capi di imputazione, sono di abuso di ufficio falso materiale e ideologico, peculato, tentata estorsione. Tra le parti offese vengono indicati la Regione Umbria, l’Azienda ospedaliera di Perugia, la Asl 1, la ex primaria di pediatria e due anestesiste.

Davanti al giudice dovranno comparire l'ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, l'ex assessore alla Sanità Luca Barberini, l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci, l’ex direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Perugia Emilio Duca, la responsabile dell’ufficio personale dell’Azienda ospedaliera Maria Cristina Conte, la dirigente Rosa Maria Franconi, Diamante Pacchiarini come ex direttore sanitario dell'Azienda, il dirigente Antonio Tamagnini. Gli altri indagati sono Serena Zenzeri, Lorenzina Bolli, Riccardo Brugnetta, Eleonora Capini, Moreno Conti, Pasquale Coreno, Marco Cotone, Potito D'Errico, Giuseppina Fontana, Fabio Gori, Paolo Leonardi, Patrizia Mecocci, Walter Orlandi, Vito Aldo Peduto, Mario Pierotti, Domenico Francesco Oreste Riocci, Alessandro Sdoga, Simonetta Tesoro, Milena Tomassini, Domenico Barzotti, Brando Fanelli, Elisabetta Ceccarelli, Tiziana Ceccucci, Patrizia Borghesi, Mauro Faleburle, Massimo Lenti, Antonio Tullio, Andrea Casciari, Fabio Madonnini e Alvaro Mirabassi. Roberto Ambrogi, Gabriella Carnio, Andrea Sborzacchi e Maurizio Dottorini hanno chiesto di patteggiare.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Falcinelli, Marco Brusco, Nicola Di Mario, Fulvio Carlo Maiorca e Manlio Morcella.

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