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Concorsi truccati, l'ex segretario del Pd Bocci a processo: ma è tutto rinviato, (ri)fissata la prima udienza

L'ex sottosegretario Dem dell'Umbria è accusato di rivelazione del segreto d'ufficio in concorso nell'ambito dell'indagine sui presunti concorsi truccati nella sanità regionale

Gianpiero Bocci, ex segretario Dem regionale, nonché parlamentare ed ex sottosegretario in più occasioni, non si è presentato questa mattina per l’udienza del processo che lo vede imputato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti concorsi truccati nella sanità.

Gianpiero Bocci, difeso dall'avvocato David Brunelli è accusato di rivelazione del segreto d'ufficio in concorso e ha scelto la strada del rito ordinario subito dopo la notifica del decreto di citazione immediata a giudizio. L’udienza odierna non si è tenuta per l’astensione degli avvocati che protestano contro la riforma della prescrizione. Si torna in aula il 4 dicembre prossimo.

In occasione dell’interrogatorio di garanzia Bocci ha sostenuto di non aver mai ricevuto, né tantomeno trasmesso, le tracce dei concorsi per agevolare alcuni candidati.

Secondo la Cassazione che ha respinto il ricorso dell’ex segretario Dem, questi aveva il “potere di condizionare gli ambienti istituzionali, anche delle forze dell'ordine” e che “nelle vicende che sono ascritte al ricorrente è evidente che il suo interessamento non rimane confinato entro i limiti della segnalazione bonaria, bensì è divenuto strumento di condizionamento delle procedure concorsuali tramite soggetti che, consapevoli dei meccanismi illeciti di assunzioni pilotate da una quota di politici locali di spicco, si è fatta complice dei desiderata di costoro ”.

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