Inchiesta Sanità - L'ex segretario del Pd, Gianpiero Bocci, si difende dalle accuse: "Mai consegnato tracce"

Interrogato dal giudice Valerio D'Andria, Gianpiero Bocci (attualmente ai domiciliari) respinge le accuse mosse a suo carico

Immagine d'archivio

Un faccia al faccia con il giudice per chiarire la sua posizione e rispondere alle accuse che la procura gli muove. Ha risposto a tutte le domande, l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci coindagato nella maxi inchiesta della procura su presunti concorsi truccati all’ospedale di Perugia.

Bocci, insieme ai suoi legali – gli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi – è stato interrogato per oltre due ore dal gip Valerio D’Andria, sostenendo, come riportano i quotidiani locali, di non aver mai ricevuto, né tantomeno trasmesso, le tracce dei concorsi per agevolare alcuni candidati. 

VIDEO Inchiesta sanità, Bocci davanti al giudice per l'interrogatorio

L’ex segretario regionale del Pd, raggiunto ad aprile dalla misura degli arresti domiciliari, è attualmente indagato per abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio.

Intanto la procura ha chiesto per l'ex assessore Barberini, ancora consigliere regionale  (indagato nell'inchiesta sulla sanità in Umbria e rimesso in libertà dopo l'interrogatorio di garanzia), il ripristino della misura cautelare degli arresti domiciliari. 

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