Cronaca

Inchiesta sanità - "Ha disposto le intercettazioni nell'indagine, non può giudicare". Concorsopoli ricomincia daccapo

Incompatibilità del presidente del primo collegio del Tribunale penale di Perugia, il fascicolo passa al secondo collegio il 26 ottobre

Il giudice è incompatibile e il processo per i presunti concorsi truccati nella sanità regionale devi riprendere dall’inizio, ma con un nuovo collegio giudicante.

Il giudice Carla Giangamboni, presidente del primo collegio del Tribunale penale di Perugia, nel 2017 era giudice per le indagini preliminari e aveva firmato l’autorizzazione alle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta sui presunti concorsi truccati che ha portato prima alla caduta della giunta regioanle e poi in tribunale l’ex presidente della giunta regionale Catiuscia Marini, l’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci (all’epoca deputato e sottosegretario e, quindi, non intercettabile), l’ex assessore regionale Luca Barberini e degli altri imputati. L’avvocato Francesco Crisi, che difende Maurizio Valorosi, ex dirigente della sanità e ora licenziato dopo aver patteggiato, aveva sollevato la questione dell’incompatibilità (il giudice per dovere di imparzialità non deve conoscere né deve aver mai avuto a che fare con il fascicolo su cui è chiamato a giudicare).

Il processo sulle presunte irregolarità dei concorsi all’ospedale, quindi, riprenderà il 26 ottobre di fronte al secondo collegio del Tribunale penale di Perugia, presieduto da Marco Verola, a latere Francesco Loschi e Sonia Grassi.

Secondo i sostituti procuratori Paolo Abbritti e Mario Formisano, gli indagati in associazione tra loro avrebbero commesso “una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, nella specie abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio, peculato, falso ideologico e materiale” al fine di manipolare i “concorsi pubblici banditi dall’Azienda ospedaliera di Perugia e/o dall’Usl Umbria 1 per garantire la vittoria o il posizionamento ‘utile’ in graduatoria dei candidati preventivamente determinati dagli stessi associati”.

Gli imputati sono difesi da gli avvocati Nicola Pepe, David Brunelli e Chiara Peparello, Alessandro Diddi, Francesco Falcinelli, Francesco Crisi, Riccardo Leonardi, Franco Libori, Maria Mezzasoma, Diego Ruggeri, Fulvio Carlo Maiorca, Marco Beusco, Delfo Berretti, Flavio Grassini, Luca Gentili, Claudio Lombardi, Manlio Morcella, Roberto Spoldi, Massimiliano Sirchi, Nicola Di Mario, Riccardo Leonardi, Nicodemo Gentile, Antonio Cozza, Manuela Prudani, Lorenzo Filippetti, Edoardo Maglio, Roberto Bianchi, Barbara Mischianti, David Zaganelli, Emilio Bagianti, Fernando Mucci, Chiara Casaglia, Vincenzo Bochicchio, Marco Brambatti, Valeria Passeri, Barbara Di Nicola, Giuseppe Montone, Ilario Taddei, Giuseppe Valentino, Bruna Pesci, Giovanni Spina, Paolo Rossi, Vincenzo Perrone e Pasquale Perticaro.

Costituzione di parte civile per l’Asl 1, tramite l’avvocato Francesco Maresca (già conosciuto a Perugia in quanto difensore di parte civile per la famiglia Kercher nel processo di omicidio della giovane studentessa a novembre 2007), l’Azienda ospedaliera tramite l’avvocato Eugenio Pini, Cittadinanza attiva Umbria con l’avvocato Silvia Barontini, l’Unione nazionale consumatori con l’avvocato Alessandra Bircolotti e la Regione Umbria tramite l’Avvocatura Regionale tramite l'avvocato Annarita Gobbo.

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