Cronaca

INCHIESTA Umbria da record sul riciclo della plastica, bene l'organico ma c'è ancora molto da fare... partire dagli impianti

Siamo ancora lontani dall'obiettivo di immettere soltanto il 10 per cento dei rifiuti nelle discariche

Il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica è cresciuto nel 2020 nonostante la consistente crescita del settore medicale e di quello della disinfezione/detergenza, oltre al deciso rilancio dell’alimentare confezionato. Il quantitativo complessivo di imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale, per lo scorso anno, è stato stimato in 2.198 kg, con una diminuzione di circa il 5% rispetto al 2019. In controtendenza rispetto a questo dato, la raccolta differenziata ed il conseguente riciclo degli imballaggi in plastica, che è cresciuta anche nel 2020: la raccolta conferita ai Centri di selezione, inclusi i Sistemi autonomi, è stata pari a 1.433.203 tonnellate, con un aumento del 4% rispetto al 2019.

Un nuovo record in termini di quantità trattata, che porta l’Italia ad un pro capite medio annuo di 23,7 kg. A guidare la classifica Valle d’Aosta, Umbria e Sardegna, con oltre 32 kg per abitante. In particolare in Umbria, analizzando i dati diffusi dal Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli imballaggi in Plastica (Corepla), sono state raccolta nel 2020, 29.217 tonnellate di rifiuti, con una media pro capite di 33,1 kg. La variazione percentuale rispetto all'anno precedente è assolutamente positiva e si aggira attorno al 34%.

“I risultati di questo Bilancio – spiega Giorgio Quagliuolo, Presidente di Corepla - a fronte di un periodo emergenziale senza precedenti, dimostrano i passi avanti che il nostro Paese ha compiuto nell’ambito della organizzazione di un sistema di raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica capace anche di fronteggiare cambi di prospettiva imprevisti e repentini. Si è parallelamente diffusa una più spiccata sensibilità al corretto conferimento di questo tipo di rifiuti, che fa onore all’intera collettività nazionale. Non basta ovviamente. Siamo convinti che negli anni a venire, anche in funzione dei nuovi piani di Rilancio e Resilienza e di una politica economica sempre più improntata ai principi della Transizione Ecologica, sapremo offrire risposte adeguate agli ambiziosi target da conseguire. Noi siamo pronti a mettere a disposizione know-how, competenza ed esperienza perché i traguardi raggiunti oggi costituiscano solo il punto di partenza per gli obiettivi di domani”.

I dati al momento disponibili ci dicono che nella nostra Regione la produzione di rifiuti urbani (Ru) nel 2019 è stata di 454.479 tonnellate, di cui 300.331 tonnellate raccolte in modo differenziato. La raccolta differenziata ha quindi raggiunto la percentuale del 66,1% con un aumento rispetto all’anno precedente del 2,7%. Sono stati recuperati poi anche quegli imballaggi che ancora non possono essere riciclati; Corepla ha infatti avviato a recupero energetico 377.807 tonnellate che sono state utilizzate per produrre energia al posto di combustibili fossili. Il materiale avviato da Corepla a recupero è stato destinato per il 75% a cementifici (43% in Italia e 32% all’estero) e per il restante 25% a termovalorizzazione.

Ma ancora molto c'è da fare. In questo senso con la Deliberazione di Giunta regionale n.110/2021 è stata approvata definitivamente la redazione dell’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti. Questo dovrà analizzare, affrontare e risolvere le seguenti tematiche connesse al ciclo dei rifiuti: la chiusura del ciclo, ed in particolare il raggiungimento dell’obiettivo di conferimento in discarica non superiore al 10% dei rifiuti urbani così come stabilito dalla direttiva 850/2018/UE (pacchetto per l’economia circolare); il rispetto del principio di prossimità, per raggiungere l'autosufficienza del sistema regione.

Anche a livello impiantistico, l’adeguamento degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico (Tmb), che permetterebbe il recupero di materia anche dai rifiuti indifferenziati (le cosiddette fabbriche dei materiali) non è mai avvenuta e gli impianti esistenti sono ampiamente obsoleti, malgrado presentazioni e promesse nei vari convegni degli ultimi anni. Positivo, invece, il riciclo dell’organico, per il quale in Umbria si registra una capacità impiantistica che soddisfa ampiamente il fabbisogno umbro e rappresenta un tassello di quell’economia circolare che può essere di servizio anche per territori extra regionale ma prossimali come l'alto Lazio. La produzione di compost locale rappresenta infatti una grande risorsa per il comparto agricolo e un tassello importante di lotta alla perdita fertilità dei suoli.

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