Scandalo rifiuti, l'inchiesta sulla Gesenu continua: cosa c'è nel compost?

Ben 14 indagati dalla Procura della Repubblica per traffico di rifiuti e inquinamento, ipotizzata per otto di loro anche l'associazione a delinquere. Ecco tutti i sospetti della Procura. La Forestale al lavoro

Cosa c'è nel compost realizzato dalla Gesenu, l'azienda pubblico-privata che gestisce le discariche del perugino e la raccolta dei rifiuti? Solo materiale organico "lavorato" del tipo residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata? Oppure: anche altre sostanze non dichiarate, tutte da accertarne l'utilità come fertilizzanti naturali?

Queste domande stanno alla base dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia che ha mosso il proprio braccio armato in materie ambientali, la Guardia Forestale, per raccogliere reperti nelle discariche di Pietramelina e Borgogiglione. Sono 14 gli indagati per reati ipotizzati come traffico di rifiuti, inquinamento e per otto di loro anche l'ipotesi di un'associazione a delinquere. 

Cosa c'è in quel compost? Ce lo potranno dire solo gli esami dei campioni da parte dell'Arpa che nei prossimi giorni dovrebbero fornire agli inquirenti dei primi risultati ufficiali. Per la Procura non si esclude l'ipotesi che nel compost Gesenu ci siano materiali che possano aver permesso di aumentare il peso del fertilizzante naturale o che, per sbaglio o volutamente, siano state amalgamate altre sostanze per uno smaltimento, diciamo, più veloce e meglio pagato. Ipotesi. Nessuna certezza. Secondo sempre il teorema accusatorio: più il compost pesa, più verrebbe pagato da quelle istituzioni pubbliche, come i Comuni, che hanno convenzioni firmate con l'azienda che lo produce. 

Ma l'inchiesta non si basa solo su questo: c'è il capitolo che più preoccupa tutti; chi vive nelle zone adiacenti alle discariche, ma anche chi "vive" di agricoltura e quindi dei frutti della terra. Lo stoccaggio dei rifiuti è stato corretto? Oppure i fluidi nocivi di alcuni scarti sono riusciti ad arrivare al terreno libero, fino a raggiungere le risorse idriche, fossi e torrenti? Anche per verificare questa denuncia-ipotesi sono stati raccolti campioni nelle discariche di Borgogiglione e Pietramelina. Insomma il caso è aperto. Il finale è tutto da scrivere.

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Ma alla mente vengono in mente le tante battaglie dei comitati, di movimenti politici, tra cui il Movimento 5 Stelle, e le denunce dei singoli cittadini che da tempo parlavano di stranezze sia sulla differenziata che sul compost. E va anche ricordato il blitz, sempre della forestale, a Pietramelina dopo la scoperta di "percolato" che dai rifiuti era arrivato ad un vicino fosso, creando un inquinamento accertato. Fare chiarezza sulla Gesenu è fondamentale per la nostra salute, per la nostra terra e per i cittadini che raccolgono seriamente i rifiuti organici. 

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