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Terrorismo islamico, due osservati speciali in Umbria: ecco dove vivono e perchè

due islamici residenti in Umbria non sarebbero ancora indagati ma la situazione potrebbe cambiare presto. Sotto la lente dell'anti-terrorismo i loro cellulari e computer

Due lavoratori macedoni sono osservati speciali da parte della Questura di Perugia e dalla Direzione nazionale anti-terrorismo dopo l'inchiesta partita da Brescia che ha portato al fermo di 4 presunti fiancheggiatori dell'Isis. I due stranieri sono residenti in provincia di Perugia, nello specifico a Gualdo Tadino.

La task-force anti-terrorismo è risalita ai due macedoni perchè avrebbero avuto contatti con i "fermati" di Brescia  che sui social avevano condiviso messaggi agghiaccianti come: "L'Europa verrà disgregata e ci sarà una legge sola, la Sharia" "Non ci sarà più un Papa dopo questo" "Parigi a lutto: 158 morti, questo è solo l'inizio".

I due islamici residenti in Umbria non sarebbero ancora indagati ma la situazione potrebbe cambiare presto. Sotto la lente dell'anti-terrorismo i loro cellulari e computer. Si cerca di capire se sono solidali o peggio ancora fiancheggiatori dei terroristi islamici. Se l'accertamento darà esito favorevole rischiano nella migliore delle ipotesi l'espulsione immediata dal Paese.

L'incubo della presenza di cellule terroristiche in Umbria è reale: nessuno ha dimenticato l'inchiesta sull'imam di Ponte Felcino che, qualche anno fa, inneggiava e preparava i propri fedeli alla guerra santa. Addirittura insegnava ai bambini musulmani come picchiare a sangue i bambini "crociati". 

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