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In un anno l'Umbria ha realizzato il doppio delle terapie intensive: meglio di Toscana e Marche e come 'Zinga'

Il dossier Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali redatto. La Regione e i manager della sanità hanno in piena pandemia fatto un piccolo miracolo dopo i pochi posti ogni centomila abitanti

Mentre in Umbria lo scontro politico è ormai fuori-controllo istituzionale e ognuno, complice il clima social, distribuisce a destra e a sinistra tabelle su vaccini, posti ospedalieri e terapie intensive, arriva la notizia ufficiale che la piccola Umbria, la prima ad aver assaggiato il drammatico terzo morso del Drago tra la fine di gennaio e metà febbraio, è stata una delle migliori dall'inizio della pandemia nel ricovertire pezzi importanti di ospedali in terapie intensive dove si riesce nella stragrande maggioranza dei casi a salvare vite umane dal Covid.

La fonte è la più autorevole possibile: Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali che stila un dossier quotidiano sui ricoveri. E' l'ottava regione d'Italia per numero di terapie intensive ogni 100mila abitanti. Praticamente pari merito con il Lazio di Zingaretti (settimo posto) e ad un solo punto percentuale dall'Emilia Romagna di Bonaccini, uomo di punta della sinistra di buongoverno. Un risultato che è frutto della Regione e della Sanità regionale che in questo anno di pandemia hanno fatto un piccolo miracolo: le terapie intensive in Umbria, prima del virus, erano 7.8 ogni 100mila abitanti ad oggi sono raddoppiate  (posti e dei macchinari collegati) essendo 16 ogni 100mila abitanti.

Attualmente ce ne sono 141 attive ma con disponibilità in caso di emergenza, secondo il piano, di aumentare di almento altre 30. I posti occupati sono 83 e quindi siamo sopra la soglia del 50 per cento, che è considerata comunque una quota molto alta, ma i dati si stanno stabilizzando da almeno 10 giorni dopo i picchi dovuti alle varianti inglese e brasiliana. L'Umbria strabatte la Toscana 15,5 posti ogni centomila abitanti ma partiva pre covid da 9.2 (Umbria 7.8) e le Marche 15.4. Uno sforzo che premia la giunta e la sanità regionale che stanno incominciando a respirare dopo le difficili settimane passate in zona rossa. 

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