Cronaca

In 10 anni l'Umbria ha perso 36mila abitanti, piccole comunità stanno sparendo: il caso Sellano

La verità è che serve un piano regionale con il sostegno di fondi Europei e Nazionali. Per non far sparire lilluput Umbria e tante altre realtà del Centro Italia. Ma tutti restano colpevolmente in silenzio

In 10 anni l'Umbria ha perso una città grande come Gubbio: 36mila abitanti in meno. In 10 anni è passata dal sogno di arrivare ad milione di abitanti stimato ai primi anni del 2000 al rischio spopolamento completo di intere piccole comunità - a causa della crisi da Covid ancora non quantificabile ma che già si fa sentire - dell'Alta Umbria, della Valnerina ma anche di quell'Umbria di mezzo adagiata su straordinari uliveti e vigneti. Persino Perugia è in crisi nera: nel confronto 2010-2020 Perugia passa da 168.969 abitanti agli attuali 166.969. Le altre città: Foligno da 58.162 a 56.935, Città di Castello da 40.657 a 39.162 e Spoleto da 39.574 a 37.672.

I comuni delle zone interne da Scheggia a Costacciaro a Preci perdono molto di più, attorno al 15% in 10anni. Le già piccole comunità regionali - i comuni sotto i duemila abitanti - stanno perdendo servizi (negozi di vicinato e sportelli bancari) e la maggioranza della popolazione ha sopra 50 anni di età. E' stata superata in molti comuni la soglia di non ritorno del 30 per cento degli over 65enni, che vuol dire difficoltà nel rilanciare lavoro e industrie senza manodopera. Ma cosa si fa per invertire la rotta? Niente. Avete mai sentito un piano regionale per la demografia? Un piano serio per attrarre nuovi residenti? Manca persino un piano certo per il rilancio economico a causa della pandemia che ha cambiato tutto e tutti.

C'è un paese, in verità non l'unico,  che è stato portato ad esempio dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil che rischia di morire, o di rimanere praticamente fantasma prima di altri: Sellano, una terra bellissima ma aspra e che combatte da millenni contro terremoti ed isolamento.  "Ci sono piccole realtà, che costituiscono l’identità profonda dell’Umbria, che rischiano di sparire, di essere cancellate, di morire. Non è un'esagerazione, è purtroppo la realtà. La realtà per esempio del comune di Sellano, che ha subito più terremoti e che ha ora di fronte lo spettro dello spopolamento. Guardiamo i dati nudi e crudi: Sellano negli anni '30 aveva più di 3mila abitanti, ora ne ha 1.037, nel 2012 erano 1.136 (la perdita in meno di 10 anni è dell'8,7%) e questo nonostante il fatto che ci sta stato nello stesso periodo, un positivo afflusso di stranieri aumentati del 12%".

Ma per il sindacato l‘elemento più preoccupante è l’indice di vecchiaia, arrivato a toccare il 419%, più del doppio della media regionale. Questo significa che a Sellano le persone ultra 65enni sono il quadruplo dei ragazzi e i bambini tra 0 e 15 anni. Sostanzialmente si è innescata una situazione che porterà a un drastico spopolamento di quel territorio. Già la densità di abitanti per kmq è ridotta al minimo essendo di 12 persone ogni chilometro quadrato.  "Serve allora costruire un vero progetto, che impedisca la morte di un gioiello umbro come Sellano. Da tempo abbiamo chiesto un incontro al sindaco, per cercare di costruire insieme un progetto che contrasti la tendenza che abbiamo cercato di descrivere, attendiamo una risposta e una convocazione": conclude il sindacato. La verità è che serve un piano regionale con il sostegno di fondi Europei e Nazionali. Per non far sparire lilluput Umbria e tante altre realtà del Centro Italia.

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