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La storia di uno stilista perugino di successo:collaborò con Armani e lanciò il prêt-à-porter di lusso

Umberto Ginocchietti si avviò alla carriera di stilista quando, da studente bocconiano, fu precocemente chiamato  da alcuni dirigenti della famosa LaneRossi a ricoprire il ruolo di responsabile commerciale e poi di Direttore della Divisione Marketing

È stato un grande perugino, generoso non solo come imprenditore, ma soprattutto come uomo. È scomparso tre anni fa, ma pochi se ne ricordano. Umberto Ginocchietti (Perugia, 18 dicembre 1940) si avviò alla carriera di stilista quando, da studente bocconiano, fu precocemente chiamato  da alcuni dirigenti della famosa LaneRossi a ricoprire il ruolo di responsabile commerciale e poi di Direttore della Divisione Marketing.

Non tardò ad arrivargli la proposta di lavoro del Linificio Canapificio Nazionale. Il che gli consentì di maturare esperienze significative nel settore. Umberto si mise in proprio nel 1966, quando aprì il Maglificio di Perugia. Tre anni dopo, costruì lo stabilimento a Solomeo. Nel 1970 entrò in possesso del lanificio Guelpa di Ponte Felcino e quindi aprì le fabbriche di confezioni a Valfabbrica e a Colombella.Risale a questo periodo la fruttuosa collaborazione con Giorgio Armani (dal 1974 al 1976). Ma furono anche altre firme prestigiose dell’alta moda a cercarlo: Valentino, Yves Saint Laurent, Dior, Givenchy.

La factory di Umberto Ginocchietti crebbe così velocemente che, nel 1980, i dipendenti del gruppo erano 1400, oltre a 5000 collaboratori esterni. Ginocchietti era in grado di concepire e realizzare l’intero ciclo di ideazione e fabbricazione dei capi: dalla materia prima cruda, al filato, al tessuto, alla confezione.

Umberto Ginocchietti ideò e lanciò il prêt-à-porter di lusso. Sono note le collaborazioni con modelle ed attrici come Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Kelly Lebrock, Isabella Rossellini e Tatiana Patiz. Nel 1987, ebbe vasta risonanza l’acquisto (per 2 miliardi e mezzo di lire) dell’opera "Il Guerriero", attribuita a Tiziano. Rilevò villa Fontana, che era appartenuta all’imprenditore Ferdinando Cesaroni, e la restaurò curando i minimi particolari. Intorno a quegli anni, acquistò l'azienda Primigi, per la produzione di calzature per bambini.

Chi lo ha conosciuto ne ricorda la grande affabilità e racconta che il suo arrivo era annunciato da una nuvola di fumo che precedeva la vista delle sue  lunghe gambe a passo svelto. Ginocchietti sapeva trarre da ogni dipendente e collaboratore il meglio delle potenzialità, rispettava chiunque ed era perciò apprezzato e molto amato. Nel 1996 la malattia lo colpì severamente, portandolo all’abbandono dell’attività. Si allontanò dunque dalle scene del mondo imprenditoriale e la produzione Umberto Ginocchietti cessò. È morto il 3 ottobre 2014, all'età di 74 anni, nella città di Perugia che tanto amava.

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