Cronaca

Impedisce al padre le visite e le vacanze con il figlio: ex moglie condannata

Secondo il giudice non avrebbe rispettato gli accordi presi in sede di separazione consensuale

Sei mesi di reclusione e 600 euro di multa, oltre 1.800 euro di spese legali e processuali e rinvio al giudice civile per la quantificazione del danno. È quanto comminato dal giudice ad una donna finita sotto processo per non aver rispettato gli accordi della separazione consensuale, impedendo all’ex marito di trascorrere del tempo con il figlio.

La donna, difesa dall’avvocato Luigi Costa, è accusata di “avere eluso gli accordi riportati nella separazione consensuale effettuata” presso gli uffici del Comune di Perugia (una sorta di mediazione che non tutti i giudici ritengono vincolante a livello penale, ndr) e autorizzata dalla Procura di Perugia.

Gli accordi prevedevano il diritto del padre di “incontrare il figlio previo congruo avviso alla madre collocataria” e di “esercitare il diritto di visita nei riguardi del figlio in qualsiasi momento esso lo avesse desiderato, sempre nel rispetto di orari, usi e abitudini” della donna.

Prevista anche la facoltà di tenere con sé il figlio “nei giorni feriali e festivi”, sempre in accordo con la madre, “due giorni e due notti a settimana anche non consecutivi”. Negli accordi si parlava anche di “periodi di vacanza e comunque continuativi”.

L’uomo si è costituito parte civile tramite l’avvocato Ermes Farinazzo e ha sostenuto che “dal momento della separazione consensuale abbia subito un costante diniego da parte della signora ... a poter vedere ed incontrare il figlio, sino addirittura a non riuscire più ad avere rapporti telefonici con lo stesso”. Nella denuncia sono stati segnalati episodi di divieto di comunicazione al telefono, di diritti di visita negati, con portone di casa chiuso e insulti, oppure di un comportamento che evidenziava una “pressione psicologica della madre nei confronti del minore volta al raggiungimento di quella che viene definita alienazione parentale ovvero volta ad influire sulla volontà del minore per allontanarlo dall’affetto e dalla presenza paterna”. Contestato anche il divieto opposto dalla donna alla richiesta del padre di poter portare via il figlio per qualche giorno, in quanto avrebbe dovuto saltare la scuola. Preoccupazione svanita quando era stata lei a fare un viaggio all’estero portando il figlio e facendogli perdere dei giorni di scuola. Ulteriore elemento portato all’attenzione del giudice dalla difesa dell’uomo è stato quello dell’iscrizione a scuola, nella quale non risulta indicato il padre, ma l’attuale compagno della donna.

Tutti elementi che il giudice ha considerato nella condanna inflitta alla donna.

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