Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Il tesoro rubato torna a casa: antico manoscritto restituito all’Archivio di Stato

Ritrovato e riconsegnato dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Perugia

Tesoro storico ritrovato e restituito. Il comandate del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Perugia, il Tenente Colonnello Guido Barbieri, ha consegnato alla direttrice dell'Archivio di Stato a Roma, Maria Beatrice Benedetto, un antico registro dal titolo “Raccolta di oggetti di massima relativi alla Direzione Generale del debito pubblico dello Stato Pontificio”, datato alla prima metà del XIX secolo.

Il manoscritto, risalente al periodo preunitario, è composto da 200 pagine rilegate in una copertina in cartone rigido e rappresenta un’interessante raccolta manoscritta di riferimenti normativi relativi ad atti emanati fra il 1800 e il 1860 dall’Ufficio istituito nel 1816 con ‘motu proprio’ da Papa Pio VII, incaricato di gestire e ricomporre la situazione debitoria dell’erario dello Stato della Chiesa dopo la dominazione francese. 

I carabinieri lo hanno trovato durante le indagini condotte sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria di Ancona partite sul finire del 2019. Durante il monitoraggio del mercato antiquario e delle vendite online i militari hanno individuato l’inserzione di un utente che proponeva la vendita di un antico e raro libro dal titolo “Opere del Petrarca”, pubblicato a Venezia nel 1528, riconducibile per le particolari marcature (ex libris e note di possesso) alla Biblioteca Diocesana del Seminario di Todi.  I carabinieri hanno identificato un sessantenne di Ancona nei confronti del quale, oltre alla denuncia per il reato di ricettazione, è stata eseguita la perquisizione che ha portato i Carabinieri Tpc a sequestrare altro materiale documentale e librario di interesse storico, proveniente da archivi e biblioteche di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, per il quale il detentore non ha saputo fornire informazioni a riscontro di un possesso lecito.

L’indagine ha condotto gli “investigatori dell’arte” a recuperare, oltre al registro restituito, altri numerosi beni librari e archivistici (circa duecento beni, per i quali sono ancora in corso gli approfondimenti attraverso la consultazione della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”).

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