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Il questore Bisogno ai saluti: "Lascio una città sicura, ma preoccupano il degrado sociale e le liti in famiglia"

Il dirigente trasferito a Bari traccia il bilancio: la droga è sempre presente. Il ricordo di un uomo straordinario come il cardinal Bassetti e di due donne eccezionali come Alma Petri ed Eugenia Lanari

La droga è sempre presente, aumentano i reati legati all’ubriachezza e, dato preoccupante, ogni giorno le Volanti intervengono in un’abitazione per liti in famiglia tra coniugi o tra genitori e figli.

Il questore di Perugia Giuseppe Bisogno, nel salutare la città in quanto trasferito a Bari, ha tracciato anche un breve profilo della sua azione a Perugia e provincia per i 14 mesi in cui è stato questore.

Anzi è proprio “il più grande rammarico quello di essere stato qui solo 14 mesi – ha detto il questore Bisogno - Ovviamente sono soddisfatto e gratificato per l’incarico affidatomi per la provincia e la città metropolitana di Bari, sarà sicuramente una bella sfida”. Bisogno ha voluto sottolineare “pochissime cose che credo debbano essere fatte dopo questa mia esperienza”, in primo luogo di essersi trovato “benissimo nella grande famiglia della Polizia di Stato di Perugia” e della stretta collaborazione con la Prefettura per la sicurezza pubblica, i vertici della magistratura e con tutti gli enti locali, “dal governo della Regione alla Provincia, dal sindaco di Perugia a tutti i sindaci” della provincia, tanto da poter dire di essere “veramente contento di quel poco che ho potuto fare”.

Il questore Bisogno era arrivato a Perugia con “il proposito di diffondere serenità all’ambiente di lavoro e di offrire all’esterno, prima ancora di chiedere collaborazione visto che viviamo in una società in cui da soli non si raggiungono risultati, una articolazione della Polizia di Stato affidabile e credibile attraverso il nostro operato quotidiano, con la tempestività delle risposte che si potevano dare”.

Parlando dell’Umbria in generale il questore ha voluto fornire un ricordo personale, legato “alla straordinarietà di città come Assisi, Norcia e Cascia per quello che rappresentano e, in questo momento storico, la fortuna di poter esprimere il presidente della Conferenza episcopale italiana nel cardinale Gualtiero Bassetti, una personalità straordinaria – ha detto Bisogno – al quale auguro di poter conservare il più a lungo possibile il suo sorriso, le sue benedizioni e le sue parole. Bassetti è un unicum di questa mia esperienza professionale, sia per la sua figura sia per come interpreta il suo ruolo pastorale e di capo dei vescovi italiani”.

Emozionato, invece, quanto ha dovuto parlare del sacrificio di Emanuele Petri e delle vittime del terrorismo. “Ho conosciuto due donne che non potrò dimenticare: Eugenia Lanari, madre di Rolando, vittima della strage di San Valentino del 1984, medaglia d’oro a cui è dedicata la Scuola di Polizia di Spoleto; poi Alma Petri, vedova di Emanuele, una donna che dalla tragedia saputo trarre un messaggio di pace, un costante invito ad operare per il bene del paese e della comunità.Non è consueto, non si trova dappertutto. Il mio deferente pensiero, quindi, va a tutti i caduti della Polizia di Stato e delle forze dell’ordine”.

Un ringraziamento ai giornalisti perché “ci aiutate a raggiungere l’opinione pubblica e ci siete di stimolo a percepire situazioni che ancora non ci sono giunte – ha proseguito Bisogno – Vorrei dire che nessuno pensa di risolvere tutti i problemi di sicurezza, che certo non mancano, ma sono fiducioso che il livello di contrasto dei fenomeni criminali è molto alto a Perugia. Lascio una città sufficientemente sicura, che ha qualche sofferenza che affrontiamo continuamente: consumo e spaccio di droga, molte situazioni che sono originate dalla marginalità, come emerge dai mattinali dove sono sempre più numerosi gli interventi per ubriachezza, disturbi psichici e l’aumento della conflittualità nelle famiglie, tra coniugi e genitori e figli – ha detto ancora il questore - A volte il confine tra percezione d’insicurezza e degrado è molto sottile”.

Per quanto riguarda l’organico il questore Bisogno ritiene che sia “sufficiente, l’importante è lavorare per mantenerlo tale, cioè sostituire i pensionamenti con nuove forze. A Fontivegge stiamo lavorando secondo le direttive del Ministero per dare un ulteriore locale al posto di Polfer, nell’atrio della stazione, in modo che sia più visibile e che diventi un punto di appoggio per le forze dell’ordine che sono in servizio nell’area esterna -ha concluso il questore – Un grazie anche all’Azienda ospedaliera per il sostengo al posto fisso di Polizia dell’ospedale, ormai una vera città ospedaliera, che ha avuto necessità di essere potenziato, ma i cui risultati in termini di sicurezza ci ripagano ampiamente”.

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