Martedì, 23 Luglio 2024
Cronaca

IL RICORDO Addio a Pietro Fressoia, maestro elementare e fotografo di rango

Scompare all’età di 99 anni Pietro Fressoia, maestro elementare e fotografo di rango. Sette figli e uno stuolo di nipoti e pronipoti ne piangono il decesso. Maestro nelle competenze e nella naturale predisposizione, si era attivamente dedicato alla passione dell’arte fotografica. Ha immortalato migliaia di eventi di ogni genere con un’intensa attività, dipanatasi, prevalentemente, nell’Area geografica di Ponte Pattoli e zone vicine. Pietro aveva gelosamente e scrupolosamente conservato i negativi del suo colossale lavoro. I materiali constano di decine di scatole di negativi 6*6 in bianco e nero, a far capo dal 1955. Si tratta di un formato professionale che consente un’altissima definizione: nulla da invidiare alle stratosferiche risoluzioni delle digitali odierne.

In occasione dell’iniziativa del Comune “La memoria nei cassetti” era stata avviata una proficua collaborazione. Pietro aveva infatti conferito alcuni suoi materiali e altri si preparava a darne. A un certo punto, però, la nuova gestione dell’assessorato aveva stoppato l’iniziativa e così, dopo che erano state scannerizzate le annualità dal 1955 al 1959, tutto è stato bloccato. Cosa raccontano gli scatti di Pietro Fressoia? Offrono un prezioso spaccato antropologico. Matrimoni, cresime, comunioni, battesimi, compleanni, feste. Ma non mancano scatti da fotoreporter che immortalano eventi eccezionali, incidenti stradali, processioni, bande musicali, luoghi di lavoro nei campi e nelle officine, tori infiocchettati coi nastrini rossi. E pure gite, scolaresche, gruppi di amicizia e di relazione, squadre ed eventi sportivi.

Quei matrimoni di una volta. Adeguato approfondimento meritano i matrimoni, col passaggio di location e mutamenti di costume: dai pranzi degli anni ’50 sulle aie e nelle capanne dei contadini, ai ristoranti, dai cortei nuziali a piedi, fino alle automobili Un contributo per ricostruire anche l’evoluzione del paesaggio agrario, nello sfondo di tante fotografie. Oltre all’area  di Ponte Pattoli, coi paesi e campagne circonvicine. Racconta anche Perugia. Abbondano scatti che hanno per teatro la stessa Perugia, con scorci cittadini, architetture, curiosità, emergenze storiche, personaggi, spigolature. A completare il quadro: migliaia di persone in primo piano per ritratti formato tessera. Non c’erano ancora le macchinette automatiche e per i documenti si doveva per forza andare dal fotografo. Spesso ne escono ritratti-capolavoro con cui ripercorrere perfino l’evoluzione della fisiognomica e della psicologia delle persone.

Una diegesi di usi e costumi. Migliaia di scatti che riflettono l’evoluzione dell’abbigliamento, di costumi e usanze, dell’economia: ben più di un saggio sociologico. Nel 2017, Pietro era stato premiato dall’Associazione Maggio Eugubino, conferito a personaggi attaccati a Gubbio, per le sue riprese della Festa dei Ceri del 15 maggio 1957. Uomo di fede e di provate convinzioni etiche e civili, lascia rimpianto nella comunità che lo ha sempre rispettato e amato. Condoglianze ai familiari e al caro amico Luigi, presidente della sezione perugina di Italia Nostra.

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