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IL PERSONAGGIO - L'artista perugino caro a Sgarbi e amico dei "giganti" della pittura, compie 80 anni

Beppe artista generoso. La sua Galleria, l’Artemisia di via Alessi, è l’unica che abbia resistito alla crisi: Beppe ci rimette, ma ha scelto di tenerla aperta come luogo di produzione artistica e culturale

Beppe Fioroni: 80 primavere, portate con l’entusiasmo di un bambino. Uomo d’affari, creatore d’impresa, gourmet, sommelier, cuoco di eccezionale creatività. Gaudente, goloso? Sì, ma con etica rigorosa e una straordinaria gioia di vivere. Persona di rara generosità: un filantropo riservato, perché non ama sviolinate, anche se in Malawi ha realizzato l’impensabile... ma siamo in pochi a saperlo.

Artista eccelso in qualunque campo si misuri. Amico dei grandi della pittura e frequentatore assiduo dello studio di Manlio Bacosi di cui si diverte a reiterare, in modo intelligente e citazionale, i pesci o le storiche “finestre”. Pittore caro a Sgarbi e Daverio, propone un mondo popolato da gnomi, saltimbanchi e miserabili… sempre col sorriso. E poi papponi e prostitute, preti e circensi, sirene, arlecchini… e qualche meditabondo pierrot.

Le sue ceramiche cantano l’esplosione dei colori, i suoi presepi sono un trionfo di emulazioni colte: Natività “alla maniera di” Picasso, Carrà o De Chirico. Perché Fioroni, dietro la semplicità dei grandi e l’affabilità dei modi, possiede una cultura autentica e non esibita. Cultura storica e artistico-letteraria, musicale e antropologica.

Già, la musica. Tanti strumenti suonati alla grande: dagli organetti alle cornamuse, alle armoniche a bocca. Tutti maneggiati con nonchalance, ma con una buona conoscenza del pentagramma. Ho il personale orgoglio di averlo avuto nel personaggio di Mangiafuoco nel mio “Pinocchio perugino” (di cui volle realizzare il fondale) in cui, con un cappellaccio in  testa, suonava, cantava, recitava. E lo devo ringraziare per le tavole donate ai miei libri, per le dichiarazioni, le affabulazioni, i racconti sempre proposti con spigliata ironia. Per non parlare dell’ultimo libro fatto insieme, in cui il cibo si mischia coi colori, coi “suoi” colori pieni di vita.

Giuseppe Fioroni è un autentico scrigno di saperi popolari, un antropologo di vaglia, un cantore inesausto degli umili, dal cui mondo non fa mistero di provenire. Conosce l’ambiente rurale, i balli e le ballate, i canti e le canzoni, gli stornelli e i ritornelli. E ai potenti-supponenti,  se gli va, fa pelo e contropelo. Perché di cose ne sa tante, ma spesso tace per discrezione. Una memoria semplicemente prodigiosa che mi spinse, qualche tempo fa, a presentargli l’amico musicista Mirco Bonucci, perché trascrivesse parole e musica di questi saperi per lasciarli a coloro che verranno.

Beppe artista generoso. La sua Galleria, l’Artemisia di via Alessi, è l’unica che abbia resistito alla crisi: Beppe ci rimette, ma ha scelto di tenerla aperta come luogo di produzione artistica e culturale, per fornire occasioni d’incontro e interlocuzione di artisti, fra loro e con la città. Lo fa per se stesso, per gli amici, per l’arte, per Perugia. Il suo parlare comunica gioia di vivere. Di colpi, dalla vita, Beppe ne ha ricevuti parecchi e non lievi. Ma è sempre ripartito con gioiosa energia. Perché è un uomo positivo. Auguri, Beppe, chiunque ti conosce non può che volerti bene e augurarti lunga vita. Perugia, e Perugia Today, sono con te.

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