"Il mio curriculum era più ricco, ma ha vinto lui", lite in tribunale per la direzione della farmacia ospedaliera

Concorso o graduatoria, l'incarico per la Struttura complessa farmacia dell'Azienda ospedaliera al centro di una vicenda giudiziaria

Il posto da direttore della Struttura Complessa “Farmacia” dell’Azienda ospedaliera di Perugia al centro di un caso giudiziario tra il vincitore della prova concorsuale e la seconda classificata, con molta più esperienza e anzianità a suo dire.

Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale riguarda l’assegnazione della direzione della Struttura Complessa “Farmacia” fino al 2021. La seconda classificato ritiene che “in sede di valutazione dei curricula la commissione esaminatrice avrebbe ignorato totalmente l’evidente divario di esperienza ed anzianità in ambito farmaceutico del ... rispetto all’odierna ricorrente, senza indicare né motivare le modalità di valutazione adottati ed invocando non meglio specificati … criteri unanimemente adottati …, con attribuzione ad entrambi i candidati 14 punti per i titoli, e 39 punti” alla seconda e 49 punti al primo all’esito del colloquio.

Altro motivo di ricorso perché “l’Azienda Ospedaliera di Perugia avrebbe adottato arbitrarie modalità ed indecifrabili criteri di valutazione, in assenza di esaustiva disamina, puntuale riscontro e congrua ponderazione del caso specifico”.

Secondo i giudici amministrativi “sebbene la legge qualifichi come concorso il procedimento di cui si discute, la prova comparativa costituisce solo un elemento della scelta; quest’ultima spetta al direttore generale il quale è vincolato dall’operato della commissione solo nella predisposizione della terna dei candidati più meritevoli, ma è legittimato ad operare proprie valutazioni svincolate da quelle della commissione, sull’individuazione del candidato da nominare”. Cioè non necessariamente vince il più titolato.

Nel caso specifico “la nomina del primo classificato è imputabile alla volontà del direttore generale, il quale ha ritenuto di poter porre la propria fiducia in quel soggetto, senza esservi vincolato”, mentre “gli atti della commissione” hanno “solo il compito di predisporre un elenco di candidati idonei da sottoporre al direttore generale”.

In ogni caso il Tar non è il tribunale al quale rivolgersi, ma sarebbe il “giudice ordinario, innanzi al quale la causa potrà essere riassunta con salvezza degli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda proposta al giudice privo di giurisdizione”.

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