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Ma quando apre il choco-cafè di Guarducci sotto le Logge? Tutti i rumor che aleggiano in città

La nostra rubrica "LA MULTINAZIONALE DELLE CHIACCHIERE" di gossip, dietro le quinte e rumor oggi si occupa del locale sotto le logge del Duomo che ha destato clamore, ammirazione e proteste ma ancora oggi non è in attività

Dopo un'estate all'insegna dell'imminente apertura del locale del patron di Eurochocolate (tra favorevoli e contrari, tra proteste e la città che cambia) ora in molti tra lettori e cittadini si chiedono quando aprirà e come mai questo ritardo. Non solo per avere un locale alla moda da vivere in centro storico ma anche per vedere toltI quei pannelli del cantiere dall'acropoli. Ecco quello che abbiamo raccolto tra addetti ai lavori e chiacchieratori seriali. In attesa dell'intervento di Eugenio Guarducci che pubblicheremo come sempre con grande interesse e rispetto.

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Lascia perplessi la ritardata apertura dell’esercizio di Guarducci sotto le storiche Logge di Braccio. Tanto da sollevare reazioni diverse e prese di posizione. La città si aspettava da un po’ l’inizio dell’attività commerciale, ma qualcosa deve aver rallentato l'iter. In un primo momento si è pensato a un ritardo dei lavori di carattere murario, ma non si tratta di questo. Tutto è stato fatto accuratamente e, come nel caso della scelta della pavimentazione, “a porte aperte”, con vasta partecipazione del pubblico.

C’era chi si attendeva la partenza per UJ, poi per San Lorenzo, ma niente è accaduto. È in forse la coincidenza con Eurochocolate, rispetto alla quale – come ribadito da Guarducci – le Logge sono altra cosa. C’è chi ha sostenuto che l’architetto intendesse far decantare le ragioni della rumorosa contestazione, andata su tv locali e giornali, e prenderla con calma, lasciando sedimentare il tutto. Intanto, sulla piazza restano tristemente in mostra i teli della recinzione di cantiere, ma nienteaccade.

Pare che il blocco sia legato a qualche difficoltà nei rapporti con Nestlè, ai cui vertici si sono verificati avvicendamenti. L’impegno per la fornitura di prodotti – dice un rumor diffuso – era solo verbale e manca dunque una pattuizione nero su bianco. Per di più, si dice che siano state elevate proteste, nei confronti della Nestlè, da parte di un altro negoziante che godeva dell’esclusiva.

Certamente, l’apertura di un elegante store sotto le Logge avrebbe finito col monopolizzare le vendite. Location, appeal, presenza turistica diffusa: sono tutti elementi che predispongono a un sicuro successo. Oltretutto, senza fornitura di prodotti Perugina, vengono meno anche delle intese (solo verbali) con la proprietà, ben disposta verso un prodotto locale vigoroso come “Perugina”.

In risposta alla contestazione di alcuni componenti di Umbria Grida Terra, il priore dei canonici aveva osservato: “Il brand Perugina campeggerà sulle Logge, a testimoniare un rapporto inscindibile tra le antiche architetture e la tradizionale fabbrica dalla vocazione fortemente identitaria”.

Sta di fatto che i dirigenti Nestlè stanno prendendo tempo e le trattative sono in corso. Si dice anche che Guarducci non stia con le mani in mano, ma sia in contatto con altre aziende produttrici per connotare in senso fortemente qualitativo l’esercizio. Comunque sia, a parere di molti perugini, la permanenza di quei teli che recingono il cantiere svolge una precisa funzione: impedisce che il luogo, restituito a dignità, torni ad essere orinatoio a cielo aperto. 

Circostanza che vanificherebbe il lavoro fatto, le somme investite, le risorse e l’impegno spesi senza risparmio. E se si pensasse a riaprire – per mostrare la qualità del lavoro svolto – collocando delle barriere anti-urina? Insomma: ammirare, ma senza poter accedere?

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