Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Wikipedia, e la strana censura sui localismi non regge. Stavolta faranno fuori il poeta perugino-calabrese Francesco Curto

Hanno scritto: "la diffusione delle opere appare molto ridotta e prevalentemente locale". Ma non è così... e soprattutto la cultura è cultura. non ne esiste una di serie A e una di serie B

Wikipedia, sotto a chi tocca. Stavolta faranno fuori il poeta perugino-calabrese Francesco Curto. Suggerisce lo studioso Luigi Maria Reale: “L'argomento del "localismo" dei misteriosi, anonimi censori di Wikipedia, non regge. Hanno scritto: "la diffusione delle opere appare molto ridotta e prevalentemente locale", insistendo quindi sulla scarsa presenza e reperibilità nelle biblioteche”. Ma sono balle. L’opera omnia delle poesie è pubblicata, proprio a cura di Reale, e disponibile free nel web (“Poesie. 1968-2018”, Bibliotheca Umbra, 2019). Questo è innegabile. Vedere per credere in www.bibliotheca.umbria.it. Sottolineo, peraltro, che queste pubblicazioni di pregio sono spesso impreziosite da disegni e incisioni della pittrice perugina Serena Cavallini, allieva prediletta del Maestro incisore Fra’ Diego Donati.

Condivido la reazione scandalizzata di Luigi, essendo personalmente il critico (amico, estimatore) che più si è dedicato con studi monografici e curatele alla vastissima produzione di questo poeta. Che non ha bisogno dell’accreditamento di Wikipedia, perché è stato accreditato, di qua e di là dell’oceano, oltre che nel continente africano. Incidentalmente ricordo che non meno di cento critici e riviste di carattere internazionale hanno dedicato studi e recensioni sul suo mezzo secolo di attività letteraria. Non posso fare nomi, ché occuperebbero una pagina. Ma voglio ricordare solo monsignor Elio Bromuri che tanto amava questo poeta.

A riprova, ne ho curato “Critiche e testimonianze sulla pagina di Francesco Curto” (Guerra, 2007). Oltre al romanzo “Il Bivio”, le sue raccolte ammontano a oltre venti. Non si contano i premi e i riconoscimenti ricevuti: dal Sandro Penna al Gens Vibia. Sto personalmente curando un volume con le traduzioni della sua opera. L’ha traghettata in inglese Annalisa Saccà, docente alla St, John’s University di New York: “Il vento del Mucone. Mucone’s wind” (2016). In francese, l’indimenticabile Oretta Guidi, già docente al Dipartimento di Culture comparate alla Stranieri e autrice di un saggio sullo stesso Curto (“Irregolari novecenteschi. Bontempelli, Savinio, Landolfi, Penna, Curto”). Non so se comparire vicino a questi giganti della letteratura del Novecento possa sembrare poco agli anonimi, ignoranti e presuntuosi “cancellatori” di Wikipedia. Verrebbe da dire: studiate!

E ancora – se non bastasse – “Curtointurco” (Futura, 2015), tradotto da Necdet Adabag, già preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Ankara. In lingua spagnola Gladys Basagoitia, poetessa e critica di raffinato sentire. Tanto per dire. E scusate se è poco. All’opera e alla figura di Francesco Curto sono stati dedicati incontri internazionali, lezioni con le scuole dello Stivale, convegni “dall’Alpi alle Piramidi”. Ne scrissi un saggio esaustivo circa vent’anni fa: “Eros, simbolismo e ideologia. Tre studi sulla poesia di Francesco Curto” (Brescia. GDV, 2002). C’è bisogno di aggiungere altro? Studiate, ragazzi, siate umili e non presuntuosi e arroganti! O, altrimenti, continuate a nuotare nella vostra ignoranza nera.

Perugia è onorata di avere fra i sui travertini un letterato e un uomo di questo spessore. Tutto il resto sono chiacchiere. Comprese quelle di Wikipedia. Intrise di prosopopea e grondanti superficialità.

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