Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Il blog di Franco Parlavecchio - Ora gli stupri non fanno più notizia. Come cambia la comunicazione ai tempi del politicamente corretto

La comunicazione è una nobile arte che ha un doppio risvolto: un dono per chi riesce ad essere convincente con poche parole miste a gesti, un danno quando viene utilizzata per fini poco eleganti. Negli anni si è trasformata fino a diventare come un fulmine, tende ad essere così veloce da consumarsi in pochissimo tempo, spesso ubriacante e bugiarda, tra un tweet ed un post, si sposta come un inganno.

Non tutti hanno compreso la trasformazione della comunicazione, soprattutto con l’utilizzo dei social. I primi a faticare ad adattarsi sono proprio coloro che svolgono ruoli istituzionali. Si dimenticano della funzione che svolgono ma soprattutto omettono di pensare, almeno un secondo, prima di agire. Tutto perché vogliono rincorrere il tempo, spesso sbagliando e non capendo che in alcuni casi è meglio attendere o stare in silenzio.

Il tema del giorno cambia con una velocità incessante e si trasforma nella notizia dell’ultima ora. Tutto passa nel dimenticatoio, anche la tragedia di un ponte che cade. Gli argomenti vengono utilizzati ad arte, ciclicamente tornano in base alla spinta dei più abili comunicatori. Fino a poco tempo fa la notizia di una violenza sessuale aveva la capacità di catalizzare l’attenzione per giorni e giorni. Ora invece sembra quasi una informazione di secondo piano come se fosse normale.

Gli stupri avvenuti negli ultimi giorni quasi non si contano, circa la metà dei casi, quelli denunciati, riguarda persone immigrate, eppure ora non si può dire. Siamo nella fase del buonismo assoluto per cui chi subisce una violenza diventa razzista nel momento in cui denuncia l’episodio. Potenza della comunicazione che stravolge le priorità e condiziona le scelte di tutti i cittadini.Ma la ruota gira sempre più veloce ed ogni giorno devi essere bravo a muoverti tra decine di notizie manipolate o del tutto false: è un gioco utile alla percezione del reale.

Lo stesso accade quando spunta il nome di una persona per un qualsiasi incarico. Il curriculum viene spulciato in ogni virgola, e questo è un bene, ma poi escono dal nulla dossier di tutti i tipi, dalla foto fatta con quella persona che è stata un giorno in carcere, anche se innocente, fino alle multe prese per divieto di sosta o alle caramelle rubate in quel negozio a 10 anni. E’ la strategia della comunicazione utilizzata come clava. L’importante è denigrare gli altri. Nell’era della comunicazione distorta siamo tutti vittime del nostro presente e del passato anche se non lo abbiamo mai vissuto ed ogni cosa che diremo sarà utilizzata contro di noi…

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