Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

IL BLOG di Franco Parlavecchio | La guerra lampo in Ucraina avrebbe salvato civili ma non i super interessi delle lobby dell'armi, della politica cinica e dei padroni del mondo

Vi ricordate quando all’inizio della guerra in Ucraina i grandi esperti di affari internazionali, pronti ad invadere ogni sorta di talk show televisivo, affermavano che si sarebbe trattato di un conflitto lampo, il blitzkrieg che rievocava un fascino macabro da seconda guerra mondiale? Peccato che questo concetto sia completamente inapplicabile per i tempi attuali. Oltre alla divulgazione di una calcolata e fredda concezione di guerra in cui le vere vittime, i civili, sono trattati come semplici numeri da aggiornare giorno dopo giorno, c’è solo l’intenzione di nascondere la verità: la contesa veloce non interessa realmente a nessuno.

Come è stato chiaro fin dall’inizio, tutti si sono mobilitati tranne la diplomazia, l’unica vera arma in grado di evitare qualsiasi stupido conflitto.  In un attimo è ricominciata una pericolosissima corsa agli armamenti. L’agenda dell’Unione europea è condizionata dai lobbisti del commercio di armi, coinvolti in maniera attiva nell’influenzare le decisioni e l’uso delle pubbliche risorse per arricchire le aziende produttrici di morte.

Il problema non è solo di oggi: viene spinta una politica locale ed internazionale pronta a sviluppare nuove tecnologie di difesa e ad arricchire società private e centri di ricerca spesso in conflitto di interesse con i pubblici decisori. Tutti a comprare nuove armi per ingrassare l’industria della guerra, la stessa che ridonerà lauti finanziamenti a sostegno delle campagne elettorali di chi ha sostenuto questa linea.

Si tratta semplicemente della lobby delle armi che flirta con la seconda lobby legata alla successiva ricostruzione. Se la guerra finisce troppo presto c’è poco da ricostruire. Quindi giù bombe a non finire per radere al suolo case, ospedali e scuole per concedere nuovi sostanziosi appalti agli alleati sostenitori.  Ovviamente gli stessi che ancora non sono stati in grado di ricostruire dalle macerie provocate dei terremoti.

Era arrivato Draghi per far cambiare marcia al Paese ed invece ha suonato il solito strumento stonato adeguandosi perfettamente alle scelte dei Paesi più influenti, preferendo il ruolo della controfigura. Tradotto: cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. In politica la proprietà commutativa è un principio indiscutibile.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

IL BLOG di Franco Parlavecchio | La guerra lampo in Ucraina avrebbe salvato civili ma non i super interessi delle lobby dell'armi, della politica cinica e dei padroni del mondo
PerugiaToday è in caricamento