I poeti e il virus. Dopo la composizione in lingua perugina, ecco la lirica (in italiano) di Franco Prevignano

I poeti e il virus. Dopo la prima composizione di Pier Paolo Vicarelli in lingua perugina, ci prova Franco Prevignano in italiano standard. Esponente della più persuasa peruginità, Prevignano è film maker e fotografo di rango, accreditato da apprezzatissimi documentari e da decine di mostre. Oltre che da numerose pubblicazioni, specialmente sulla Vetusta, ma non solo. Fra i talenti del noto personaggio, la grande versatilità musicale che lo propone chitarrista, in slalom sul pentagramma con pezzi pop e rock.

Una terza dote di Franco è quella letteraria. Ho avuto il piacere e l’onore di pubblicare, nelle antologie dell’Officina del dialetto (collana dell’Accademia del Dónca), delle sue composizioni in “gramelot perugino”: un linguaggio di cui è inventore e del quale può legittimamente rivendicare il copyright. Si tratta di ironici nonsense, con cadenza fonica tutta grifagna. Vogliono dire niente e tutto. Roba da scervellarsi, ma… di sicuro interesse.

Tanto da guadagnargli il meritato inserimento in studi di livello nazionale. Stavolta Franco si cimenta sul tema del coronavirus e della quarantena in italiano. Come il lettore noterà, la poesiola è infarcita di scimmiottamenti (piuttosto che citazioni) che vanno da Manzoni a Carducci, da padre Dante a Edmond Rostand (con spiritosi echi ciraneschi). Dunque: un poeta colto che gioca a fare il birichino. Buona (e spassosissima) lettura!

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QUARANTONA
E all’improvviso arrivò la quarantena
per colpa di quel virus coronato
che tutti ci costringe alla catena.
Ahi quanto a dir, mannaggia, è cosa dura
quest’affezion totale ed aspra e forte
che fa tremar le gambe di paura.
Dalle Alpi alle Piramidi
dal Manzanarre al Reno
il virus copre il globo
colpendo in un baleno.
L’amico a cui tendevi
la non infetta mano
ora, col guanto, invano
la mano lui ti da.
Ma un uom’ non ligio a tutti quei divieti
di stare chiuso in casa si scocciò
la proibizione ei non degnò d’un guardo
e ad andare in gir beato seguitò.
Pandemia pandemia
per letale che tu sia
fa ’l favore, pussa via!
Ed alla fin de la rimata io spero
come di certo pure il mondo intero
che questa maledetta quarantena,
ahimè, non si trasformi in quarantona.

 

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