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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Magione

Operaio morto nell'incidente a San Feliciano, risarciti i fratelli: "Guidava l'amico ubriaco"

La vittima era stata trovata nel bagagliaio, l'amico sotto processo per le impronte sul volante e sul cambio

Guidava l’amico ed era anche ubriaco. Il proprietario dell’auto era seduto sul sedile del passeggero e nell’urto era finito nel portabagagli, morendo a causa delle ferite.

L’incidente avvenuto il 24 novembre 2021 a Magione era costato la vita al cinquantenne rumeno Vasile Puscasu. In un primo momento si pensava che fosse lui alla guida, essendo il proprietario della vettura e che il collega muratore, 48enne, originario della Repubblica Ceca, fosse un passeggero della Mercedes che si era schiantata in via della Concordia a 120 chilometri all’ora.

La vittima era stata trovata nel bagagliaio mentre l’altro era accasciato sul sedile posteriore e aveva un tasso alcolemico almeno 4 volte sopra il consentito. Il veicolo si era schiantato contro un muro dopo aver divelto una recinzione e distrutto un albero.

Le indagini della Procura di Perugia, però, avevano portato a ribaltare la ricostruzione e accusare il sopravvissuto di omicidio stradale. Ad incastrare l’uomo le impronte sul volante e sulla manopola del cambio. Impronte che i difensori dell’indagato, gli avvocati Delfo Berretti e Simone Moriconi, contestano, affermando che si tratta di segni parziali e che non è sicura la presenza di tracce biologiche.

Impronte che, invece, sono state ritenute fondamentali dalla Legal service, tramite il responsabile di zona George Isac, che ha assistito i due fratelli della vittima nella battaglia legale con l’assicurazione per farsi pagare il risarcimento. Assicurazione che in un primo momento ha provato a negare il risarcimento, affermando che la vittima non aveva la cintura di sicurezza allacciata, ma capitolando proprio di fronte alle impronte e pagando la somma a favore dei parenti.

Gli avvocati difensori hanno richiesto di procedere con il rito abbreviato condizionato all’audizione di uno specialista di un biologo il 26 settembre davanti al giudice per l’udienza preliminare.

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