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Cronaca

"Prelievo del sangue senza il mio avvocato", condannato per guida in stato di ebbrezza

Pasticcio difensivo tra il decreto penale di condanna e la scelta del rito abbreviato che sana la nullità degli atti

Beccato alla guida ubriaco, viene sottoposto all’esame del sangue senza l’assistenza di un legale, ma la scelta del rito abbreviato si rigira contro di lui.

L’imputato era stato fermato durante un controllo stradale e invitato a sottoporsi al prelievo del sangue per verificare lo stato di ebbrezza. Gli agenti accertatori, però, avevano omesso l’avviso di nomina di un difensore che assistesse l’uomo durante le operazioni di prelievo.

Raggiunto da un decreto penale di condanna, l’uomo aveva fatto opposizione e poi scelto il rito abbreviato, con condanna a 14 mesi di reclusione, 3.500 euro di multa e patente sospesa per un anno.

L’uomo aveva poi presentato ricorso per Cassazione, lamentando la mancanza dell’avvocato durante gli accertamenti ematici. I giudici romani, però, hanno ricordato che “in tema di guida in stato di ebbrezza, la violazione dell'obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia al conducente da sottoporre a prelievo ematico presso una struttura sanitaria, finalizzato all'accertamento del tasso alcolemico esclusivamente su richiesta dalla polizia giudiziaria, determina una nullità di ordine generale”, ma solo “fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado, ma che deve ritenersi sanata ... in caso di richiesta di rito abbreviato conseguente ad opposizione a decreto penale di condanna”.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la condanna dell’uomo al pagamento di 3mila euro a favore della Cassa delle ammende.

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