Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Esplosione a Gubbio, la città in lutto il giorno dopo: 2 vittime, 3 feriti. I Vigili del fuoco hanno evitato una strage

A lanciare l'allarme è stato un operaio che era rimasto illeso dopo il primo scoppio

Il giorno dopo Gubbio, ma anche l'Umbria tutta, si è svegliata a lutto dopo la drammatica esplosione avvenuta in un laboratorio che lavora la cannabis per trasformarla in un farmaco e in prodotti legali. A tarda notte i soccorritori, i volontari e le forze dell'ordine hanno spento i riflettori artificiali su quello che rimane della palazzina dove sono crollati un sottotetto e un intero piano. Ma cosa ha provocato l'esplosione? In un primo tempo si è pensato ad una fuga di gpl, ma si è scoperto che non era utilizzato dal laboratorio.

VIDEO Esplosione a Gubbio, i soccorsi e la ricerca tra le macerie

Le indagini - guidate dal Pm Gemma Miliani - degli esperti dei Vigili del Fuoco si stanno indirizzando sull'uso dei solventi utilizzati per la lavorazione della cannabis terapeutica. Solventi trovati stoccati anche nel piazzale della palazzina distrutta. In uno dei video amatoriali pubblicati in rete si notano prima le fiamme che incominciano ad alzarsi in lontananza in maniera allarmante e poi dopo una ventina di secondi arriva l'esplosione mortale. Le indagini si basano al momento sull'ipotesi di reato di omicidio colposo. A lanciare l'allarme è stato un operaio che era rimasto illeso dopo il primo scoppio.

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A mezzanotte  è stato possibile avere un quadro preciso delle vittime e dei feriti. Purtroppo le vittime sono due, tutte identificate: si tratta di un giovane ventenne Samuel Cuffaro e di una donna di 51 anni Elisabetta d'Innocenti. E' grave invece un uomo che ha riportato ustioni di terzo grado e si trova attualmente al Centro grandi ustionati di Cesena. Mentre all'Ospedale di Branca sono attualmente ricoverti in condizioni definite gravi ma non rischiano la vita altre due persone, tra cui un vigili del fuoco rimasto ferito. Ma poteva essere una tragedia più ampia se i vigili del fuoco non fossero intervenuti tempestivamente.

La caserma cittadina si trova a pochi minuti dalla palazzina crollata. Le diverse squadra intervenute hanno operato in condizioni di rischio altissimo - esplosioni in serie - per arginare il rogo: altre abitazioni si trovano nell'area del disastro e grazie alla loro professionalità non hanno subito danni. Inoltre per salvare i dispersi hanno dovuto utilizzare macchinari complessi: tagliare delle travi in ferro con le mototroncatrici e divaricatori idraulici, per poi sollevare le parti in cemento con i cuscini pneumatici. Il tutto mentre altre esplosioni si ripetevano in serie. 

La centrale operativa per l’emergenza della Regione Umbria è stata immediatamente attivata per i soccorsi e il trasporto di eventuali infortunati: a stretto giro sul posto sono arrivate 4 ambulanze del 118, un’ambulanza della Croce Rossa di Gubbio e un elicottero per il trasporto di pazienti in qualsiasi situazione di gravità. Inoltre, sono stati allertati tutti Pronto soccorso delle strutture ospedaliere e anche due sale operatorie dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Gubbio e l'Umbria dunque sono in lutto per l'ennesimo dramma sul lavoro.

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