Guardie venatorie rinviate a giudizio, Libera caccia scrive alla Provincia: "Revocare le autorizzazioni"

L'associazione di cacciatori chiede anche di valutare le sanzioni elevate dai cinque soggetti che continuano ad operare controlli, usando anche telecamere

Guardie venatorie che fanno controlli ed elevano sanzioni senza essere autorizzati. Una vicenda che ha risvolti penali, cinque guardie venatorie sono state rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Spoleto, e amministrativi con Libera caccia che chiede alla Provincia di revocare i decreti in materia ambientale e ittico venatoria.

E' la richiesta che l’avvocato Marzio Vaccari, per Libera caccia Umbria, ha inoltrato al comandante della polizia provinciale di Perugia, Joselito Orlando, in merito alle guardie giurate volontarie del Wwf che negli anni passati hanno effettuato controlli in materia ittico-venatoria, elevando multe ed effettuando sequestri, senza essere in possesso del decreto abilitante della Provincia di Perugia, ma operando con il solo decreto prefettizio che abilita alle verifiche in tema ambientale.

Una situazione che aveva portato all’annullamento da parte della Regione di alcuni verbali proprio perché le guardie del Wwf non avevano titolo per farli e che ha portato cinque di essi davanti al Tribunale di Spoleto, il 22 ottobre, per rispondere del reato di usurpazione di funzioni pubbliche per aver esercitato controlli in materia ittico venatoria senza averne titolo. Le cinque guardie volontarie del Wwf, inoltre, continuano ad effettuare controlli e sanzioni, anche nelle prime due giornate di preapertura.

Secondo Libera caccia una situazione irregolare che si aggiunge ada altre irregolarità, come l’illecito utilizzo, da parte di alcune guardie del Wwf, di microtelecamere con cui vengono filmati cacciatori e pescatori durante i controlli, senza autorizzazione. Fatto questo segnalato anche alla Regione Umbria e al Garante della privacy.

La Provincia di Perugia ha fatto sapere che non può adottare alcun provvedimento di revoca o sospensione del decreto nei confronti delle cinque guardie volontarie perché non sono state comunicate notizie in tal senso. L'avvocato Vaccari, però, ha depositato da tempo i provvedimenti assunti dalla Procura di Spoleto.

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I decreti che autorizzano le cinque guardie venatorie scadono ad ottobre, Libera caccia chiede che almeno non vengano rinnovati e che gli attuali decreti in loro possesso vengano da subito sospesi o revocati.

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