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Storie di una integrazione possibile: la giovane Naoual dalla povertà alla guida di una sartoria

In mezzo alla cronaca nera e ai mille mezzi fallimenti delle politiche di integrazione , spunta fuori anche una storia di vita che va per il verso opposto e che ridà fiducia in un futuro, si spera con regole certe, dalla convivenza possibile. Bisogna andare a Gualdo Tadino, passando per la Caritas del posto, per arrivare ad una bottega artigianale in via Calai in pieno centro storico. 

Naoual, una giovane signora tunisina, è riuscita a mettersi in proprio dopo un corso di taglio e cucito organizzato dalla Caritas.  Una storia a lieto fine ben raccontata da Annarita Capponi, la dinamica ed appassionata segretaria della Caritas diocesana: “Abbiamo promosso un corso di formazione finanziato da Caritas italiana per costruire opportunità di lavoro al femminile, lo hanno frequentato 6 donne e Naoual si è classificata prima nel concorso. E’ nato così il laboratorio da lei gestito per diversi mesi insieme alla cooperativa "Con Francesco". D’ora in poi la bottega marcia da sé. Offre servizi di cucito, ricamo a macchina ed altri del settore, tra cui apprezzati interventi su borse ed oggettistica in pelle sintetica, effettua riparazioni sartoriali, produce tende, tovaglie, arredi. E’ nata una nuova azienda, c’è un posto di lavoro per una famiglia che vive qui”.  

Ora Naoual camminerà da sola. “Sono molto felice. Ho tanti clienti, tanti amici, e mi piace il lavoro che è molto diversificato. Ne sono entuasiasta; e spero che in futuro anche altre persone possano lavorare con me. Ringrazio tutti, comprese le maestre; che ancora mi danno una mano ed opportuni suggerimenti”. 

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