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Il presepe di Frate Indovino, quattro statue devastate e decapitate: condannato 23 enne

I fatti risalgono al 2016 a Gualdo Tadino. Le indagini presero spunto dalla denuncia del Comune

Sei mesi di reclusione: è questa la pena inflitta dal tribunale di Perugia nel processo per gli atti vandalici ai danni del presepe artistico, in esclusiva nazionale, di Frate Indovino che era stato esposto in centro storico a Gualdo Tadino. Sei mesi di reclusione, in primo grado, per un cittadino marocchino di 23 anni - residente a Gualdo Tadino - con diversi precedenti. A processo insieme a lui altri due connazionali: di 24 e 25 anni, anche loro con precedenti, e non più in Italia. G.M., assistito dall'avvocato Giorgia Ricci, era stato accusato, in concorso, perchè "danneggiavano 4 statue in cartone rappresentanti i personaggi del presepe emozionale esposti nel centro storico di Gualdo Tadino".

In particolare una statua di cartone veniva decapitata, altre due sono state divelte alla base e una distrutta in tre parti. Con l'aggravante: "fatto aggravato perche commesso su cose esposte per necessità o consuetudine alla pubblica fede". I fatti risalgono al 20 novembre del 2016. Il danno è quantificato intorno ai 3mila euro. Dopo i gravi danneggiamenti il comune di Gualdo Tadino, attraverso l'assessore alla cultura, Emanuela Venturi, ha sporto denuncia ai Carabinieri che hanno subito acquisito la video-sorveglianza del centro storico mettendo sotto scacco i tre, facilmente individuati essendo una sorta di incubo quotidiano per le forze dell'ordine.

"Ne combinano tutti i giorni una": riferì in tribunale il Maresciallo Mattei. Le immagini hanno permesso di ricostruire l'atto vandalico dei tre ragazzi che a turno hanno colpito le statue di cartone. Una delle figure del presepe è stata presa a cazzotti. L'avvocato del 23enne marocchino, Giorgia Ricci, presenterà ricorso in appello. Gli altri stranieri erano difesi dagli avvocati Sepioni e Ilaria Iannucci. 
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