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Blitz anti-droga a Gualdo, ecco da dove arriva il rifornimento mensile di cocaina

Nuovi particolari sull'indagine dei Carabinieri denominata "All In"

Tre chili di cocaina al mese. Era quanto il clan della droga albanese-cubano-gualdese (tutto sgominato: 18 denunce, di cui 7 in carcere a Capanne e 5 ai domiciliari) riusciva a piazzare nell'eugubino-gualdese in un mese. Il tutto per un guadagno di 100mila euro netti da spartirsi regolarmente. Un vasto giro di droga - scoperto dai carabinieri di Gualdo Tadino dopo mesi di appostamenti - che non ha conosciuto crisi neanche durante il periodo della pandemia da coronavirus seppur con modalità e accortezze differenti rispetto allo spaccio che avveniva o nei pressi di una sala giochi o direttamente a casa di alcuni referenti.

Dalle indagini si evince che i soldi della componente albanese - quella più importante e strutturata - prendevano due strade differenti: una parte dei guadagni veniva portata direttamente in Albania, nel paese d'orgine. L'altra invece resteva in Italia per acquistare ulteriori quantitativi di cocaina - sempre ordini crescenti - che venivano portati da corrieri   - due sono stati fermati e la droga sequestrata - a Gualdo Tadino.

La "neve" arrivava da due importanti canali: il primo da Brescia, l'altro dalla più vicina Firenze. Poi erano direttamente gli uomini del clan a tagliare ogni grammo con sostanze a basso costo per ricavarne almeno tre. Ogni dose era piazzata sul mercato intorno agli 80 euro. Nella casa dei due fratelli albanesi - due dei gestori più importanti - nel secondo blitz i Carabinieri hanno passato al setaccio stanze e aperto una vecchia cassaforte. Ma non è stato trovato altra droga rispetto ai sequestri precedenti che ammontano a oltre 2 chili di cocaina. 

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