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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Primo giorno di green pass per andare al lavoro: file nel pubblico impiego a Perugia. Le regole per dipendenti e artigiani

Il personale privo di certificazione verde non ha diritto di svolgere la propria prestazione in smart working per ovviare alla mancanza del green pass. Multe fino a mille euro

Una lunga fila in attesa, con forti ritardi per arrivare sul posto di lavoro. Non stiamo parlando del solito traffico sul Raccordo Perugia-Bettolle. No, stavolta - come si può vedere dalle foto - è la straordinaria fila per entrare in uno dei contenitori più popolati del pubblico impiego di casa nostra: ovvero, gli uffici regionali del Broletto. Tutti in fila per la verifica del green pass - obbligatorio per poter lavorare - ai varchi. La tecnologia - secondo quanto si apprende dai dipendenti stessi - ha funzionato a singhiozzo. Tra incertezze e sperimentazione - è la prima volta - i tempi di attesa sono stati lunghi. Lo stesso è accaduto in altri uffici di Perugia per altri enti. E il green pass, bellezza! Non risultano comunque problemi di varia natura o proteste, ma c'è da dire che siamo all'inizio, è le file periodicamente rischiano di ripetersi, anche perchè c'è green pass e green pass: quello dei vaccinati che dura mesi e quello dei tamponi ( 72 ore la validità del tampone molecolare, mentre resta a 48 ore quella del test antigenico). 

I controlli e le multe

Al datore di lavoro spetta organizzarsi per i controlli, entro venerdì 15 ottobre, pena una multa tra i 400 e i 1.000 euro. Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell'organizzare i controlli, anche a campione ma almeno per il 20% dei dipendenti, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all'ingresso. Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato senza diritto allo stipendio fino alla presentazione del pass. Le sanzioni per chi va al lavoro senza pass vanno da 600 a 1.500 euro, più quelle "disciplinari" dei "contratti collettivi di settore". Si perde ogni altra componente della retribuzione, anche previdenziale, con carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario. I giorni di assenza non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità.

Una lunga fila in attesa con forti ritardi per arrivare sul posto di lavoro. Non stiamo parlando del solito traffico sul Raccordo Perugia-Bettolle. No, stavolta - come si può vedere dalle foto - è la straordinaria fila per entrare in uno dei contenitori più popolati del pubblico impiego di casa nostra: ovvero, gli uffici regionali del Broletto. Tutti in fila per la verifica del green pass - obbligatorio per poter lavorare - ai varchi. La tecnologia - secondo quanto si apprende dai dipendenti stessi - ha funzionato a singhiozzo. Tra incertezze e sperimentazione - è la prima volta - i tempi di attesa sono stati veramente lunghi. Lo stesso è accaduto in altri uffici di Perugia per altri enti. E il green pass, bellezza! 

Smart Working

Il personale privo di certificazione verde non ha diritto di svolgere la propria prestazione in smart working per ovviare alla mancanza del green pass. Inoltre, dal 15 ottobre 2021 la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni sarà di regola quella in presenza. La gestione del green pass riguardo allo smart working resta ancora da capire, anche se la linea del governo sembra essere chiara: la mancanza di certificazione non può trasformarsi in un diritto a lavorare da remoto. Tuttavia, secondo fonti di Palazzo Chigi, se per esigenze di ufficio il datore di lavoro chiede al dipendente di lavorare in smart working, il green pass non è richiesto. Il certificato, infatti, non serve per lavorare ma solo per accedere al luogo di lavoro.

I controlli e le multe

Al datore di lavoro spetta organizzarsi per i controlli, entro venerdì 15 ottobre, pena una multa tra i 400 e i 1.000 euro. Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell'organizzare i controlli, anche a campione ma almeno per il 20% dei dipendenti, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle violazioni. È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all'ingresso. Il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato senza diritto allo stipendio fino alla presentazione del pass. Le sanzioni per chi va al lavoro senza pass vanno da 600 a 1.500 euro, più quelle "disciplinari" dei "contratti collettivi di settore". Si perde ogni altra componente della retribuzione, anche previdenziale, con carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario. I giorni di assenza non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità.

Lavoratori privati 

Per quanto riguarda i lavoratori privati, sono tenuti a possedere e ad esibire su richiesta i certificati verdi per accedere ai luoghi di lavoro. Per gli artigiani (idraulico, elettricista etc), i padroni di casa non hanno l'obbligo del controllo perché non sono datori di lavoro, ma e è loro facoltà chiedere l'esibizione del lasciapassare. Per colf e badanti, i datori di lavoro hanno invece l'obbligo di verificarlo. Parrucchieri ed estetisti e gli altri operatori dei servizi alla persona non dovranno controllare il green pass dei propri clienti. Il titolare dell'attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l'attività lavorativa in questione.

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