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Un "difensore" ha progettato il Grande Curi: "Posti, negozi e vi dico che è un affare d'oro"

Abbiamo intervistato Riccardo Cefarelli, laureato alla Falcoltà di Ingegneria, autore di una tesi che riaccende le speranze dei tifosi ma anche di chi vuole investire a Perugia. Ecco il progetto nel dettaglio e una convinzione finale: "E' sostenibile"

Quel campo lo ha sognato da giocatore ed è riuscito a solcarlo una sola volta - una presenza in serie C - a 17 anni che vale mille incontri di promozioni e prima categoria. Ma la sua partita migliore, al Renato Curi, l'ha giocata a 26 anni senza neanche scendere, senza doversi mettere neanche gli scarpini. Ma con lo studio, la fantasia, i conti e mettendo in moto un marketing sportivo mai visto e conosciuto a Perugia e in Umbria.

Riccardo Cefarelli, laurea in tasca della Facoltà di Ingegneria, perugino doc e difensore del San Marco Juventina, ha dato forma, contenuti, numeri, centri commerciali e business ad un progetto tanto chiacchierato quanto tanto dimenticato: IL GRANDE CURI sul modello inglese. L'opera immaginata da Gaucci con la quale era solito minacciare le varie amministrazioni comunali: "Mi fate tutte le varianti... oppure io porto via il Perugia dal capoluogo". Poi tutto rientrava. La tesi di laurea di Riccardo - lavoro effettuato con il professore Belardi, già professionista al servizio dello Juventus Stadium - è impressionante per bellezza, completezza e con delle motivazioni finali che fanno ben sperare per un futuro prossimo. 

Ecco partiamo dalla fine. Riccardo il progetto del tuo Grande Curi all'inglese è un sogno o può essere realizzato? "Le mie conclusioni sono queste: è un'opera perfettamente sostenibile economicamente dato che vendendo, affittando e gestendo in proprio una parte di spazi può produrre ricavi crescenti anno dopo anno. Stiamo parlando di una oscillazione che va dal 10 al 20 per cento. Tutto questo a fronte di un investimento tra gli 85-90milioni di euro, compresa la demolizione del vecchio Curi. E' sostenibile anche per altri due aspetti. 

Quali? "La possibilità di prendere mutui con il Credito Sportivo a tasso agevolato e poi, ormai, tutto il business del calcio internazionale va verso la direzione di uno stadio di proprietà aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette". 

Bene. Tenga presente che comunque il Grifo è impantanato nelle sabbie mobili della B dove i diritti televisivi non sono tanti. Quindi per il Grande Curi prima bisogna investire per prendere la serie A. "No. Non è detto. Perchè anche il movimento della B italiana sta spingendo, puntanto sul torneo degli "italiani", intesi come giocatori prevalenti in campo, vero lo stadio di proprietà con diversi progetti e agevolazioni. Dipendende dalla società e dipende soprattutto dal Comune". 

Il Comune, non avendo soldi da investire, come può contribuire? "Con la cosa fondamentale per questo progetto: dare in concessione per 99 anni le aree comunali dove far sorgere il Grande Curi. Senza questo è tutto campato in aria. Nel mio progetto il Comune ha solo da guadagnare: posti di lavoro per la città, nuove attività commerciali, controllo sociale, incassa gli oneri urbanistici e si toglie dal bilancio quel peso enorme delle manutenzioni ordinarie e straordinarie a carico della proprietà pubblica". 

Entriamo nel dettaglio del suo progetto: posti, negozi, stabili e altro ancora. "Posti a sedere, poltroncine per tutti, 21.159 e tutti al coperto. Lo stazio sorge sopra un anello; quest'ultimo sarà riservato paleste, ristoranti, negozi di abbigliamento e di altra varia natura. Oltre che all'ampliamento del Museo della Squadra". 

Lei nel progetto ha inserito anche degli spazi denominati: Club Vip Ultrà. Cosa sono? "Delle sedi ufficiali all'interno dell'impianto per i gruppi dei tifosi organizzati dove pianificare la vita sociale dei gruppi, effettuare coreografie, progettare trasferte e allo stesso tempo possono stare a stretto contatto con la società e la squadra". 

Addio antistadio: li sorgerà il Grifo Village: "Un palazzo ecosostenibile dove ho previsto un centro di medicina sportiva, uffici comunali per lo sport e il tempo libero, alloggi per giovani sportivi, la sede della società, altri negozi. Con questa opera si dovrà realizzare altrove un centro per gli allenamenti come accade in gran parte del Paese". 

Passiamo alla parte più importante del progetto: ha avuto contatti la Società del presidente Santopadre? "All'inizio della tesi sì ma era tutto in stato embrionale, ora invece ho intenzione di chiedere un appuntamento per spiegare meglio il tutto visto che il progetto è stato completato". 

Cosa rappresenta per lei il Grande Curi? "Sono perugino, sono tifoso, ed ho vestito la maglia del Perugia da ragazzo. E' certamente uno dei posti del mio cuore". 

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