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Giovedì, 11 Agosto 2022
Cronaca

Narducci, il super-poliziotto e scrittore Giuttari si toglie qualche sassolino

L'autore del nuovo best-seller "I cattivi sogni di Firenze" dice la sua su inchieste come Narducci - tutti assolti però - le bombe di Firenze e la strage di Brindisi di questi giorni

"L'Inchiesta sul caso della morte di Narducci, inserita nel caso Mostro di Firenze, è stata bloccata quando siamo stati accusati di abuso di ufficio dalla Procura di Firenze. Lo ripeto forte ora che sono stato assolto da quell'accusa che invece era diventata una condanna in primo grado": Michele Giuttari, il super-poliziotto degli attentati di mafia di Firenze negli anni 90 e della scoperta dei vari livelli di compagni di Merenda del Mostro di Firenze, si è tolto diversi sassolini nel giorno della presentazione del suo nuovo libro "I Sogni cattivi di Firenze", la nuova storia del commissario Ferrara.

Per Giuttari ci fu una volontà superiore per bloccare tutto: "Vennero al Magnifico - il locale del gruppo omicidi seriali Gides - è sequestrarono tutto il materiale del caso Narducci che era segretato e si teneva per conto della Procura di Perugia. Fu possibile il sequestro di tutte le carte per decisione istituzionali. Fu un colpo per l'indagine condotta dal Pm Mignini e dal sottoscritto".

Michele Giuttari presenta il suo ultimo libro

Ma Giuttari, in mezzo ai suoi fans per le sue opere che anche in Inghilterra sono vendutissime (200mila copie), aggiunge altro sollecitato anche dal giornalista Rai, Alvaro Fiorucci:"Ma non ci hanno fermato solo così. Avevamo  una lista di 10 persone, poi scesi a sei,  su cui indagare per capire meglio sui legami e sulla morte di Narducci. Ma non ci fu permesso. Quelle persone non potevano essere disturbate".

Giuttari ammette che il libro "Il Mostro" di qualche anno fa è la "storia ricostruita di quello che accadde". Nel nuovo libro c'è molto dell'esperienza, delle indagini, dei cattivi rapporti tra istituzioni e presunti complici e cattivi che ricordano il passato dell'inchiesta fiorentina-perugina.

C'è da ricordare che Francesco Narducci dalla magistratura perugina è stato considerato suicida, che non ci furono complici né omicidi, né sostituzione di cadavere e né massonerie deviate. Tutti assolti come ha ribadito nella sentenza il Gup Micheli. L'impianto accusatorio è stato completamente rispedito al mittnete. Il caso è chiuso? Forse. C'è il ricorso in cassazione del Pm Mignini.  Inolte a Firenze, per dovere di cronaca, nell'inchiesta ter narducci non è stato mai associato al presunto mostro Calamandrei - ora deceduto alla soglia neanche dei 70 anni - perchè quest'ultimo è stato assolto.

Giuttari ha parlato anche della strade di Brindisi: "un colpevole unico in questa storia non è credibile per il movente e per il raid omicida". Sulle bombe di Firenze ricordo che risalimmo ai mafiosi Provenzano e Riina partendo da un elemento che non era stato esaminato: il numero di telefono di Spatuzza, ora testimone chiave della Procura di Caltanisetta per la morte di Falcone e Borsellino, che il giorno prima della strage aveva chiamato una azienda siciliano a Firenze. Da lì, si arrivo al capo dei capi. 

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