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Giustizia lumaca: muore nel 1987, indennizzo deciso nel 2017, ma gli eredi vengono risarciti nel 2020

Il Tribunale amministrativo regionale dell'Umbria nomina un commissario per trovare i soldi nel bilancio del Ministero della giustizia

Giustizia lumaca dall’inizio alla fine. Da quando è iniziato il procedimento sino al risarcimento per la lentezza della giustizia.

Accade che un cittadino abbia una questione da risolvere in tribunale. Il processo va avanti, ma tra rinvii, cambi di giudice che impongono di ricominciare dall’inizio, perizie e accertamenti, i tempi si allungano tantissimo. E quando il cittadino riesce ad ottenere giustizia, ritiene di dover chiedere conto allo Stato del perché ci sia voluto tanto tempo.

Di tempo, però, ne passa ancora, visto che il cittadino muore prima di vedere riconosciuto il diritto ad un risarcimento per ritardata giustizia. Questo avviene nel 1987.

Nel 2017, trenta anni dopo il decesso, la Corte d’appello di Perugia riconosce il danno da giustizia lumaca agli eredi dell’uomo, liquidando 1.875 euro “da dividersi pro quota ereditaria, per danno non patrimoniale”.

Nel 2019 gli eredi sono costretti a ricorrere al Tribunale amministrativo per ottenere il pagamento della somma da parte dello Stato.

I giudici amministrativi, a giugno del 2020, ritengono che “non vi siano ragioni per denegare la richiesta esecuzione”, dando mandato ad un commissario ad acta a trovare i soldi nel bilanci del Ministero e pagare, come da sentenza (oltre alla condanna a pagare le spese legali di 500 euro).

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