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LA CURIOSITA' La festa mondiale dei mancini: ora è una cosa normale, ma una volta accadeva questo...

Oggi, appunto, l’accezione negativa è scomparsa, ma ad essere mancina è sempre una minoranza. I grandi geni della storia

Ieri, 13 agosto, era la festa mondiale dei mancini: International Lefthanders Day. Condizione un tempo esorcizzata fin dalla scuola. Ricordo un compagno di classe bacchettato perché era portato a scrivere con la sinistra. Addirittura “sinistro” ha un senso negativo e iettatorio. Uno scherzo di cattivo gusto o un imbroglio son detti “tiro mancino”. Non è un caso che la parola mancino deriva dal latino “mancus” che significa mutilato o storpio. Nella prima infanzia, nel cervello umano avviene una specializzazione funzionale dei due emisferi cerebrali. 

Nei mancini è l’emisfero destro a predominare: quello della fantasia e della creatività. Grandi geni, come Einstein, ma anche Napoleone, Beethoven, Einstein, Gandhi, Bill Gates e altri cervelloni prediligevano l’uso della mano sinistra. Insomma: mancinismo non più come “mano del diavolo”, ma indice di genialità. Oggi, appunto, l’accezione negativa è scomparsa, ma ad essere mancina è sempre una minoranza. Mia figlia Chiara, i miei nipoti Giuseppe e Davide lo sono, ma non me ne preoccupo. Addirittura, Peppino lo volevano nella scherma, perché pare che i mancini siano più abili e meno prevedibili dei destrimani. Così nel pugilato.

Una volta, ai tempi di pennino-inchiostro-calamaio, scrivere con la sinistra significava sbafare il foglio che la maestra strappava con sadismo, costringendo a riscrivere tutto daccapo. Grazie all’invenzione del signor Biro, e al suo inchiostro a rapida essiccazione, oggi la scrittura con la sinistra non è più un problema. Nell’antico Egitto, entrare in una casa con il piede sinistro si credeva portasse fortuna. Giulio Cesare si dice abbia obbligato tutti i suoi sudditi ad adottare la mano destra come stretta di mano. Essendo mancino, poteva avere la sinistra libera per difendersi con un’arma. L’astuzia non gli giovò per evitare le Idi di marzo.

Ma il mancinismo è anche apprezzato. Non a caso, per simboleggiare l’amore veniva messo un anello all’anulare sinistro, in quanto si credeva che un’arteria passasse direttamente dal dito al cuore. Tradizione arrivata fino ai tempi nostri con la fede nuziale. Spigolatura perugina. In segno di disprezzo si dice: “Sette mancini n cavarono n ragno da n buco”, ossia non riuscirono a fare una cosa semplice. Ma testimonio che mia moglie, mancina, riesce a fare bene molte più cose di me.

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